
TODI – La Consolazione E.T.A.B., dai tuderti conosciuta semplicemente comeETAB (Ente Tuderte di Assistenza e Beneficenza), nata dalla fusione di più antiche istituzioni assistenziali e opere pie cittadine, rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale, unendo tradizione e impegno sociale; attraverso la gestione del proprio patrimonio e la promozione di iniziative solidali e culturali, contribuisce al benessere del territorio.
La sua attività testimonia un forte senso di responsabilità verso i cittadini, in particolare verso i più fragili. ETAB si distingue così come modello di partecipazione e servizio al bene comune. Abbiamo intervistato il presidente,Leonardo Mallozzi, per saperne di più e approfondirne il ruolo e le prospettive.
Negli ultimi anni ETAB ha assunto un ruolo sempre più visibile nella vita culturale della città: come immagina l’Ente tra 10 anni?
Immagino ETAB come un ente ancora più partecipe e integrato nella vita della città, non solo sul piano culturale ma anche su quello formativo e sociale. In particolare, riteniamo fondamentale rafforzare la presenza nelle scuole e nei percorsi didattici, attraverso il finanziamento di progetti e iniziative che possano offrire agli studenti opportunità concrete e qualificanti – ad esempio percorsi di orientamento, laboratori professionalizzanti e collaborazioni con realtà del territorio – , contribuendo a rendere Todi qualcosa in più rispetto ad altri contesti.Crediamo fortemente nel polo scolastico tuderte e nel suo sviluppo. Il nostro legame con questo sistema è profondo e radicato: storicamente l’Ente è stato promotore della nascita dell’Istituto Agrario e oggi è proprietario dei plessi che ospitano il biennio del Liceo in via Roma, dell’Einaudi e naturalmente dell’Agraria; questo ci pone in una posizione non solo patrimoniale, ma anche di responsabilità e visione nei confronti delle nuove generazioni.In questa prospettiva, l’obiettivo è quello di continuare a investire nella formazione, rafforzando il ruolo di ETAB come soggetto attivo nella crescita culturale e civile del territorio.
Quest’anno abbiamo notato il bando “Consolazione sempre aperta”: cosa prevede per gli studenti?
“Consolazione Sempre Aperta” è un progetto a cui teniamo particolarmente, arrivato alla sua terza edizione dopo risultati molto positivi negli anni precedenti. Gli studenti che hanno partecipato hanno vissuto un’esperienza formativa concreta, sia dal punto di vista professionale che umano. Il bando prevede l’assegnazione di quattro borse lavoro per studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori di Todi. Durante il periodo estivo i ragazzi sono coinvolti nelle attività di accoglienza e informazione turistica, oltre che nella custodia del Tempio della Consolazione, contribuendo direttamente alla sua fruizione. L’organizzazione è pensata per essere flessibile, così da conciliarsi con vacanze ed eventuali impegni scolastici, come gli esami di maturità. Ma il valore dell’iniziativa va oltre l’aspetto lavorativo: è un modo per far sentire i giovani parte attiva della comunità. Il percorso si conclude infatti con la partecipazione all’organizzazione della Festa della Consolazione dell’8 settembre, un momento significativo in cui mettere in pratica quanto appreso – un’esperienza concreta di gestione di eventi e collaborazione – è un’esperienza che consigliamo vivamente a tutti gli studenti.
Come riuscite a conciliare la tutela del patrimonio storico con le esigenze di modernizzazione e utilizzo degli spazi?
Il principio da cui partiamo è chiaro: un patrimonio storico per restare vivo deve essere non solo conservato, ma anche reso funzionale e adeguato ai tempi. Naturalmente, tutto questo avviene nel pieno rispetto dei vincoli normativi e delle caratteristiche originali degli edifici. In questa direzione stiamo portando avanti diversi interventi concreti. Abbiamo ammodernato gli impianti degli uffici di Palazzo Vecchi Ercolani e stiamo completando un nuovo archivio storico, più moderno e funzionale. Allo stesso tempo, seguiamo con attenzione i lavori sugli edifici scolastici di nostra proprietà e ci prepariamo ad avviare interventi importanti, come quelli per la sicurezza antincendio dello stabile dell’Einaudi e lavori al Villino Bagli. Manteniamo inoltre un monitoraggio costante su altri beni rilevanti, come il Castello di Petroro e la Chiesa della Consolazione. Tutte le operazioni vengono condivise con la Soprintendenza, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra tutela e utilizzo. Si tratta di un lavoro complesso, che richiede competenze, visione e risorse – oltre a una pianificazione di lungo periodo -, ma che portiamo avanti con senso di responsabilità verso il patrimonio e la comunità.
Quali sono le ragioni che hanno spinto l’ente a modificare in modo così significativo la figura del tecnico, da dottore agrario ad architetto?
Questa scelta rappresenta, in un certo senso, un passaggio storico per l’Ente. In passato la figura del dottore agronomo era centrale, perché il patrimonio agricolo veniva gestito direttamente. Era quindi naturale puntare su competenze legate alla conduzione dei terreni. Oggi però il contesto è cambiato profondamente: gran parte dei terreni è affidata in locazione ad aziende private, rendendo meno strategica quella specifica professionalità – si è passati da una gestione diretta a una funzione più amministrativa e di controllo – . Parallelamente è emersa con forza un’altra esigenza, legata alla gestione di un patrimonio immobiliare di grande valore storico e architettonico, spesso soggetto a vincoli. In questo scenario la presenza di un architetto è diventata fondamentale, anche per ridurre il ricorso continuo a consulenze esterne. La decisione, condivisa dal Consiglio di Amministrazione e dal personale interno, si è rivelata efficace sia sul piano organizzativo che economico, migliorando l’efficienza e contenendo i costi.

Se dovesse indicare un progetto ancora da realizzare che considera prioritario, quale sarebbe e perché?
Tra i progetti in corso, uno dei più significativi è il restauro dell’Altare Maggiore del Tempio della Consolazione. È un intervento a cui teniamo molto e che rappresenta, in qualche modo, il coronamento del lavoro svolto dal Consiglio di Amministrazione, anche perché finanziato interamente con risorse proprie. Accanto a questo, guardiamo con grande attenzione a un altro progetto strategico: il restauro della terrazza della Consolazione e il recupero degli elementi decorativi in pietra, per cui abbiamo partecipato a un bando regionale. Questo intervento è fondamentale perché permetterebbe di completare i lavori già eseguiti sulle cupole e soprattutto di risolvere in modo definitivo il problema delle infiltrazioni d’acqua. Eliminare questa criticità significherebbe poter intervenire finalmente anche sugli intonaci interni, oggi compromessi. Si tratta quindi di un passaggio decisivo per la conservazione a lungo termine del Tempio. Siamo fiduciosi e attendiamo l’esito del bando, con la speranza che la Regione sostenga concretamente questo progetto.
Dall’intervista emerge con chiarezza un Ente in evoluzione, capace di adattarsi ai cambiamenti senza perdere il legame con la propria storia. ETAB si conferma una realtà dinamica, che guarda al futuro investendo nella formazione, nella valorizzazione del patrimonio e nel coinvolgimento delle nuove generazioni.
Edoardo Brunelli


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