Hollywood: l’ultima rotta di Ulisse

Durante la scorsa estate moltissime persone sono tornate a parlare delle eroiche imprese di Ulisse, grazie all’apprezzatissimo talento di Christopher Nolan, che ha adattato l’Odissea di Omero per il grande schermo. Già dalle prime immagini diffuse dai mezzi di comunicazione sono cresciute velocemente aspettative e critiche. L’uscita del film ha fatto registrare un numero stratosferico di spettatori, soprattutto giovani, e un grandissimo entusiasmo, malgrado la caldissima estate. Alcuni spettatori, tra cui storici ed esperti del mondo classico, hanno criticato, a mio avviso ingiustamente, il fatto che i costumi e l’aspetto degli attori non fossero storicamente accurati, poiché Nolan è un regista che negli anni ci ha abituato a un’incredibile attenzione nei dettagli e non ci si aspettava di vedere armature così appariscenti e stereotipate. Questa è a mio avviso però una critica inesistente, in quanto l’Odissea non è un documento storico, perciò la scelta dei costumi e delle scenografie è stata concepita per far percepire l’epicità e la grandezza degli eroi.

Non ci si poteva aspettare che Nolan avrebbe trasposto l’opera di Omero senza aggiungere, togliere o cambiare gli elementi della storia. Il regista ha interpretato il racconto secondo la sua creatività e la sua visione contemporanea dell’opera. Alcuni sono cambiamenti apprezzabili per audacia e originalità, altri sono incoerenti o non necessari. Ad esempio la sequenza di Polifemo presenta degli errori tecnici negli stacchi al montaggio e stravolge completamente il personaggio del ciclope. Nel libro Polifemo parla, si vanta di essere forte persino più degli dei e mostra (monstrum) tutta la sua potenza.  Al contrario il ciclope di Nolan non parla, è pallido e sembra quasi che soffra, nel poema il mostro uccide e mangia i membri della ciurma di Ulisse per crudeltà mentre nel film sembra che lo faccia per sopravvivenza; inoltre Nolan ci priva di una delle più iconiche dimostrazioni dell’ingegno di Ulisse decidendo di non inserire l’inganno del nome.

Riguardo la figura di Odisseo Nolan lo trasforma in maniera molto interessante anche se ho trovato il finale non coerente per come il regista ci mostra l’uomo dal multiforme ingegno. Nella sequenza con Calipso vediamo il nostro protagonista molto provato; l’isola dove Ulisse passa sette anni che nel poema ci viene mostrata quasi come un paradiso terrestre nel film diventa una riabilitazione per Ulisse, “Calipso diventa la psicologa di Ulisse” queste sono le parole usate dal critico cinematografico Francesco Alò e racchiudono perfettamente il modo in cui Nolan vuole mostrarci Ulisse. Quest’ultimo infatti non è più l’eroe inscalfibile del poema, ma si rende conto che la cupidigia di potere di Agamennone ha generato attraverso il suo ingegno ed il suo cavallo di legno distruzione e violenza. Nell’Odissea ci viene raccontato che gli dei combattevano al fianco degli uomini, mentre il film non ce lo mostra e il peso morale ricade sulla coscienza di Ulisse che come Oppenheimer (protagonista del precedente film di Christopher Nolan) si rende conto che la sua genialità ha generato solo sofferenza e distruzione. La decostruzione del personaggio di Ulisse è molto interessante e moderna ma incoerente nel finale dove invece viene perdonato da tutti in un lieto fine splendente che fa molto attrito con l’immagine di un Ulisse tormentato dalla sofferenza che ha creato; per concludere è apprezzabile l’audacia di Nolan, il film è complessivamente bello e si percepisce l’epicità che da più di 2000 anni fa appassionare al poema omerico ognuno di noi, maestose musica e fotografia. Ho trovato molto incoraggiante la quantità di persone tornate al cinema, attività che dopo la pandemia ha subito un grande calo di numeri ma che ultimamente appassiona sempre più i giovani, d’altronde ogni volta che Nolan fa un film le sale tornano a riempirsi trasformando la visione di un film in un vero e proprio evento a cui non poter assolutamente mancare.

Iscriviti per ricevere contenuti nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Lascia il primo commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.