
“Quello che noi facciamo è una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” è lo slogan di Madre Teresa di Calcutta da cui prende nome la missione fatta per portare aiuti in Ucraina.
Fin dallo scoppio della guerra tra l’Ucraina e la Russia, iniziata circa quattro anni fa e tuttora in atto, Don Marcello insieme ad altri collaboratori si sono impegnati per dare supporto alle persone coinvolte in questa agonia, cominciando con l’ accoglienza dei profughi che arrivavano in cerca di riparo, proseguendo con la spedizione continua di carichi verso l’Ucraina (con cibo, medicinali, vestiti…), resa possibile anche grazie alla collaborazione di tante persone , infine arrivando persino lì dove la guerra era giunta al massimo del suo orrore.
Grazie ad accordi con la Chiesa greco-cattolica ucraina, di rito orientale, è stato reso possibile il viaggio verso Ivano-Frankivs’k, una città nell’ovest dell’Ucraina. Una spedizione volta a portare supporto nel modo più concreto possibile e con lo scopo di far prendere consapevolezza di ciò che stava accadendo. E quando i volontari sono giunti lì si sono ritrovati in mezzo alla neve, in un freddo anomalo persino per quel paese, con temperature polari, sofferte ancora di più a causa della mancanza del riscaldamento.
In questa città la Chiesa greco cattolica ha fondato un centro della Misericordia che si muove su vari ambiti per aiutare le persone. Il primo si occupa dell’accoglienza dei bambini in una casa famiglia gestita dalle suore, che è anche il primo elemento con cui i nostri hanno preso contatto. Questi bambini a cui la guerra ha distrutto la bellezza dell’infanzia non possono uscire neanche per andare a scuola. In seguito si sono recati in un centro profughi, dove erano presenti soprattutto anziani e persone con disabilità. Queste persone vivevano al fronte, lì dove le terre e le case sono state bombardate ed i territori presi, dove non rimane ormai più nulla essendo stato tutto devastato dalla crudeltà della guerra.
Si è preso contatto anche con l’associazione delle vedove e degli orfani di guerra. Donne che hanno perso il marito, madri a cui sono stati strappati via i figli hanno unito il loro dolore e l’hanno trasformato in amore, creando questa associazione che oltre ad un aiuto economico offre soprattutto un grande sostegno psicologico per superare il lutto. Durante la visita del sacerdote hanno anche organizzato una commemorazione per i defunti in un cimitero della città, dove sono sepolti i giovani che lavoravano a contatto con la guerra. Un’esperienza molto suggestiva e commovente.
Proprio alcune rappresentanti di questa associazione, Halyna Batiuk e Vira Sobol, sono poi venute in Italia per portare la loro testimonianza tra Todi e Roma. Durante una messa alla Chiesa del Crocefisso hanno ringraziato la comunità per il sostegno dimostrato nella “Missione Ucraina”. Nel corso di una serata di beneficenza hanno raccontato le loro storie personali e il dolore di tante famiglie ucraine colpite dalla guerra. Halyna ha ricordato il marito Sergyi, volontario morto nel 2022 mentre difendeva il paese, e ha parlato dei molti bambini rimasti orfani. Vira Sobol ha invece raccontato la sua esperienza di madre e moglie di un soldato caduto, il cui corpo non è mai tornato a casa. Attraverso la loro associazione queste famiglie cercano di sostenersi a vicenda e di aiutare veterani, vedove e orfani.
Durante il viaggio in Italia le due donne hanno anche partecipato all’udienza generale in Piazza San Pietro, portando un appello per la fine della guerra, la liberazione dei prigionieri e il ritorno delle persone scomparse. La loro testimonianza ha rappresentato un forte momento di sensibilizzazione per la comunità locale.
La missione ha toccato anche un luogo volto alla riabilitazione, dove arrivano i soldati feriti dal fronte: uomini senza arti o con gravi problematiche fisiche che necessitano di cure e fisioterapia.
Il centro della Misericordia suddetto è diretto da Don Ivan, che è stato per tanti anni a Terni, infatti gli ucraini in Italia sono seguiti da dei preti ucraini ; Ivan veniva a Todi una volta al mese. In seguito è rientrato in Ucraina e ora si dedica a questa missione per aiutare le persone in una situazione così grave.
Dopo quattro anni di guerra il popolo è infatti stremato ed è necessario tutto l’aiuto possibile. Le persone vivono in una costante paura, in una continua corsa verso i rifugi al suono delle sirene che segnalano l’arrivo delle bombe. Gli allarmi possono suonare in qualsiasi momento, anche per più volte di seguito. Molte esplosioni sono causate soprattutto dai droni, oggetti che Don Marcello descrive come simili a giocattoli ma capaci di provocare danni enormi e di cui non si sa mai dove possano cadere. Persino durante le spedizioni bisogna prestare molta attenzione mentre si guida, anche a causa della neve.
Nonostante tutto, gli ucraini sono un popolo forte, capace di reagire anche grazie al sostegno reciproco, malgrado la situazione così difficile e la sopravvivenza così dura. Cercano continuamente di andare avanti con una grande forza d’animo e una ancor più grande voglia di vivere: anche i giovani, per esempio, escono per giocare a calcio, consapevoli che una volta tornati a casa non troveranno neanche il riscaldamento .
Le guerre sono una vera e propria sciagura per l’umanità: portano povertà, miseria e una sofferenza atroce. Ed esperienze come questa dimostrano che anche una piccola azione di solidarietà può fare la differenza, proprio come diceva Madre Teresa di Calcutta.


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