Futuri in costruzione: una settimana dedicata a noi studenti

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Dal 2 al 6 febbraio, subito dopo la chiusura del primo quadrimestre, il nostro istituto ha sospeso le lezioni per dedicare un’intera settimana all’orientamento universitario e ad approfondimenti didattici. In quei cinque giorni la scuola si è trasformata in uno spazio di incontro e scoperta: i docenti dell’Università di Perugia sono venuti a presentare ai ragazzi del triennio i principali ambiti di studio, dalle discipline economico‑giuridiche alle scienze umane, dalle aree STEM alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale e della cybersecurity. Parallelamente, gli studenti del biennio hanno partecipato a laboratori pratici e attività in peer education, pensati per avvicinarli in modo più esperienziale ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e della collaborazione. Al termine della settimana, un questionario ha raccolto le impressioni degli studenti, offrendo uno sguardo prezioso su ciò che ha funzionato, su ciò che può essere migliorato e sul valore reale di questa pausa didattica.

Cos’è piaciuto al biennio: laboratori pratici in testa

I dati del biennio mostrano preferenze molto varie, ma con alcune tendenze forti. Le attività più apprezzate sono state il Lab visori (22,6%) e il Lab Escape Room in Peer (21%). Quasi uno studente su due, quindi, ha scelto attività immersive e di collaborazione. È un segnale interessante: i ragazzi più giovani sembrano attratti da esperienze concrete e di gruppo.

Subito dopo troviamo Disseminazione Erasmus + e Lab di scienze, entrambi al 12,9%. Due attività molto diverse ma che esprimono l’interesse dei ragazzi per attività scientifiche e per i progetti internazionali.

Coding e cybersecurity Lab, entrambi all’11,3%, confermano l’interesse crescente verso il digitale, anche se non dominano la classifica.

Chiudono la lista il LAB di sostenibilità ambientale in Peer che, anche se con una percentuale minore rispetto alle altre, evidenzia comunque l’interesse dei ragazzi per la natura e l’ambiente che ci circonda e, infine il Debate in Peer, dove si impara a discutere e argomentare.

Le scelte del triennio: tra umanistico e scienze della salute

Per il triennio, le preferenze riflettono scelte più mature, legate alla futura iscrizione universitaria. L’area più seguita è stata Lettere, Beni Culturali, Lingue e Culture Straniere, con il 28,2% degli studenti. Un dato sorprendente, che mostra come l’ambito umanistico continui ad attirare molti ragazzi, nonostante si parli spesso di un mondo del lavoro sempre più orientato alle STEM.

Subito dopo troviamo One Health – Medicina e Medicina Veterinaria, con il 23,5%. È un risultato molto alto, che conferma l’interesse verso le professioni sanitarie, probabilmente anche a seguito degli ultimi anni segnati dalla pandemia e dall’attenzione crescente verso la salute pubblica.

Le discipline scientifiche e tecnologiche si distribuiscono in modo equilibrato: Chimica, Biologia e Biotecnologie raggiunge l’11,8%, mentre Matematica, Informatica, Fisica e Geologia, Intelligenza Artificiale, Cybersecurity e l’area economico‑giuridica si attestano tutte intorno all’8,2%.

Chiudono la lista Ingegneria e Filosofia, Scienze sociali, umane e della formazione, con percentuali più basse.

Le idee per migliorare

Dai commenti raccolti emerge che molti studenti hanno apprezzato la settimana di pausa, ma hanno anche proposto alcuni miglioramenti. In particolare, diversi ragazzi avrebbero voluto partecipare a più percorsi di orientamento o laboratori, così da esplorare meglio ambiti diversi e chiarirsi le idee. Sono state segnalate anche alcune piccole difficoltà organizzative, come attività non sempre corrispondenti alla descrizione o strumenti tecnici che non funzionavano correttamente. Altri hanno sottolineato la necessità di gestire meglio i momenti senza attività, per evitare tempi morti o la sensazione di perdere il ritmo di studio. Nel complesso, però, la maggior parte degli studenti non ha riscontrato problemi significativi e ha valutato positivamente l’esperienza.

Il verdetto degli studenti

Il risultato più netto arriva però dall’ultima domanda del questionario: il 97,3% degli studenti ha risposto “Sì”. Una percentuale quasi totale, che lascia pochissimi dubbi. La settimana di pausa didattica è stata percepita come utile, interessante e ben organizzata.

Uno sguardo al futuro

La settimana di pausa didattica ha mostrato che gli studenti hanno voglia di esplorare, di capire, di mettersi alla prova. I dati del questionario non sono solo numeri: raccontano curiosità, dubbi, passioni e scelte che iniziano a prendere forma. Se quasi tutti vogliono ripetere l’esperienza, è perché questa settimana ha offerto qualcosa che spesso a scuola manca: tempo per pensare al futuro. E forse è proprio questo il valore più grande dell’orientamento.

Anna Maria Mariotti

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