San Francesco: il Transito e il significato della nuova Festa nazionale

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Il 4 ottobre 2026 diventa festa nazionale diSan Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Una autentica novità, perché quella che esisteva dal 1958 era una solennità civile, dedicata al Poverello e a Santa Caterina da Siena, non una festa nazionale con lo status giuridico delle altre festività.

Non sarà solo una ricorrenza religiosa, ma sarà considerata a tutti gli effetti “giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni diverse”, a ricordare anche i grandi insegnamenti che San Francesco ci ha lasciato.

Il 2026 è un anno doppiamente importante poiché segna anche l’ottavo centenario dalla morte, ilTransito, di San Francescoavvenuto la sera del 3 ottobre 1226. Una data di fondamentale importanza, che rappresenta il suo passaggio dalla vita terrena a quella eterna. Transito, infatti, deriva dal latinotransitus,sostantivo che viene dal verbotransire, formato datrans(al di là, “oltre”) eire(“andare”).

Francesco, proprio per tornare alle origini, si fece portare in un piccolo ambiente accanto alla Porziuncola, la piccola chiesa che restaurò all’inizio della sua conversione, dove fondò l’Ordine francescano, accolse i primi frati, comprese pienamente la sua vocazione  e  ottenne da Cristo il dono dell’Indulgenza della Porziuncola (il Perdono di Assisi): qui, nel luogo dove oggi sorge la Cappella del Transito, scelse di morire sulla “nuda terra”, senza alcun vestito, per dimostrare fedeltà a Madonna Povertà fino al suo ultimo respiro.

Secondo la tradizione, al momento del “transito” dalla vita terrena alla vita eterna, pur essendo notte profonda, grandi stormi di allodole vennero sopra il tetto della chiesa, roteando a lungo per celebrare il Santo.

Nell’attuale chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, è possibile ammirare, oltre alla Porziuncola, la Cappella del Transito di San Francesco che nel XIII secolo era la piccola infermeria della fraternità nata attorno a San Francesco. Visitare la Cappella e quindi il Transito di San Francesco fa comprendere come la morte, per chi ha vissuto sulle orme di Dio, non sia la fine, ma l’inizio della gioia eterna. Sono due luoghi dal valore profondamente simbolico: la Porziuncola rappresenta l’inizio della missione di Francesco, la Cappella del Transito il compimento della sua vita e il suo ritorno al Padre.

Per questa importante ricorrenza Papa Leone XIV ha istituito un Anno Giubilare, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027. Questo Anno di San Francesco rappresenta una continuazione del Giubileo Ordinario del 2025. Grazie a quest’anno giubilare è stata concessa l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che visiteranno, o hanno visitato durante questo anno, i luoghi francescani di tutto il mondo. Attraverso questo anno giubilare il Papa invita i fedeli a seguire gli insegnamenti che Francesco ci ha lasciato durante tutta la sua vita: misericordia, fraternità, pace e lavoro.

A Todi, per celebrare l’VIII centenario della morte di San Francesco, la sera del 3 ottobre alle 21.00, si terrà una processione, dalla chiesa della Consolazione fino a Montesanto. La mattina del 4 ottobre, alle 10.30, ci sarà la santa Messa, presieduta dai frati francescani di Montesanto, nella chiesa della Consolazione.

Elena Grimaldi

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