Tra sacro, profano e vulnerabilità umana: Finchè durerà la terra di Giovanni Grasso.

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Finché durerà la terradiGiovanni Grasso– saggista, giornalista e consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – è un romanzo thriller ricco di sfumature, capace di intrecciare un’indagine incalzante e ricca di suspense con un’intensa esplorazione della sfera personale, emotiva e spirituale dei suoi protagonisti.

Al centro della vicenda c’è Noè Simenoni, un ex seminarista disilluso, ironico e dal cuore grande, ma irrimediabilmente maldestro e segnato da un destino difficile. Piegato da un’esistenza anonima e condizionata da continui fallimenti, Noè fa il possibile per sbarcare il lunario dando lezioni private e accompagnando i cani a spasso. A rendere ancora più gravosa la sua quotidianità è una complessa dinamica familiare: da una parte le intemperanze della sorella Valeria, dall’altra l’immenso amore per la nipote Greta. La nipotina, gravemente malata, rappresenta il centro del suo mondo; Noè la cresce e la protegge come fosse sua figlia, affrontando ogni sforzo pur di finanziare le sue costose cure.

La svolta improvvisa giunge quando, tramite un vecchio compagno di seminario, Noè viene convocato in Vaticano da un influente cardinale. La Santa Sede ha un problema delicato da gestire: in un tranquillo paese umbro, Tresanti – borgo d’ispirazione legato ai luoghi intorno a Todi cari all’autore fin dall’infanzia -, una potente e fervente comunità si è stretta attorno a due anziani sedicenti veggenti che affermano di ricevere visioni del Purgatorio e di profetizzare un imminente “nuovo Diluvio”. La situazione si fa scottante per la Chiesa poiché tra i seguaci c’è anche la figlia di un importante politico. Per fare luce sulla vicenda senza clamori, il cardinale ingaggia Noè come “agente segreto laico al servizio di Sua Santità”, offrendogli una missione rischiosa ma ben retribuita, che per il protagonista rappresenta la possibilità concreta di dare una svolta alla propria vita e garantire un futuro alla piccola Greta. 

Infiltratosi sotto falsa identità tra i devoti, Noè si ritrova immerso in un’atmosfera grottesca e inquietante, fatta di apparizioni, madonne che piangono e fazzoletti insanguinati. Sotto la superficie del misticismo, scopre un perverso circuito di manipolazioni psicologiche, raggiri e spregiudicati interessi economici che minacciano persino le realtà benefiche del territorio, come la locale Comunità dell’Arcobaleno. 

In questo ambiente il protagonista si trova costretto a mentire, fingere e cacciarsi nei guai, entrando in aperto conflitto con la propria coscienza e confrontandosi con i propri dubbi e i propri dolori. La sua indagine si trasforma, quindi, in un percorso di redenzione interiore.

Ciò che rende Finché durerà la terra un libro capace di conquistare chi legge è il suo saper essere un thriller scorrevole ma anche un’occasione per riflettere su temi vicini alla vita di tutti i giorni.  

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è il modo in cui Giovanni Grasso racconta il confine sottile tra la fede autentica e l’inganno. L’autore mostra senza filtri la realtà dei presunti veggenti, delle apparizioni e delle madonne che piangono, mettendo in luce quanto sia facile approfittarsi della disperazione e del bisogno di credere delle persone, trasformando il dolore in un’occasione di guadagno o di potere.  

A dare grande forza alla storia c’è poi un protagonista profondamente umano come Noè. Lontano dall’immagine del classico eroe impeccabile dei film, Noè appare come un uomo pieno di difetti, incasinato e sommerso dai problemi quotidiani. Proprio per questa sua grande fragilità risulta naturale fare il tifo per lui, trasformando la sua missione a Tresanti in una vera e propria ricerca personale per ritrovare la strada e dare un senso alla propria vita.  

C’è poi un elemento che rendeFinché durerà la terraancora più interessante e che merita di essere sottolineato: la scelta di Todi e del suo territorio non è casuale. L’Umbria del romanzo non è una semplice quinta paesaggistica, né un luogo intercambiabile con un’altra parte d’Italia. È una terra che Giovanni Grasso conosce intimamente e alla quale è legato da una storia familiare e personale. Grasso ha raccontato di aver frequentato quei luoghi fin da bambino e di continuare ancora oggi a tornarvi, conservando una casa di campagna. Un legame, dunque, che precede di molto la nascita del romanzo e che spiega la familiarità con cui vengono restituiti paesaggi, atmosfere e dimensione rurale del territorio.

Ed è proprio questa familiarità a dare al paesaggio una funzione narrativa. Todi e le colline che la circondano diventano lo spazio ideale nel quale far convivere sacro e profano, fede e superstizione, spiritualità e interessi terreni. È un territorio dalla forte identità religiosa e insieme profondamente concreto, fatto di piccoli borghi, campagne, comunità locali e relazioni personali: un ambiente nel quale una presunta apparizione può rapidamente trasformarsi in fenomeno collettivo, ma anche in strumento di condizionamento e di potere.

La scelta dell’Umbria acquista così anche un valore simbolico. Il paesaggio sereno, raccolto e quasi fuori dal tempo contrasta con l’inquietudine che progressivamente invade la storia. Proprio perché il contesto appare inizialmente rassicurante, le anomalie della comunità dei veggenti risultano ancora più perturbanti. Il lettore entra in una dimensione nella quale ciò che sembra antico e autentico può nascondere qualcosa di molto moderno: la capacità di manipolare le paure, i bisogni e le fragilità delle persone.

Non è un caso, del resto, che le presentazioni del romanzo abbiano trovato a Todi una sorta di naturale prosecuzione del rapporto tra libro e territorio. Nel 2026 il Comune ha inseritoFinché durerà la terratra i libri protagonisti del Todi Festival, mentre lo stesso Grasso è tornato a parlare del romanzo nella città alla quale è personalmente legato. Durante il festival noi redattori di Sottob@nco abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’autore, che si è dimostrato fin da subito estremamente disponibile nei nostri confronti, e a cui abbiamo fatto dono con grande entusiasmo di un’edizione speciale per il decennale di Sottob@nco.

In conclusione, Giovanni Grasso firma un’opera di grande impatto che diverte, commuove e inquieta, mettendo a nudo il confine tra fede autentica e sfruttamento del sacro, lasciando al lettore una lezione sul profondo bisogno di credere e sulla necessità di continuare a dubitare e inserendo un personaggio silenzioso: la città di Todi.

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