Todi e San Francesco: un legame che attraversa i secoli

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TODI- Il Lions Club di Todi ha organizzato una conferenza dedicata alla presentazione della nuova guida di Repubblica “Francesco: Umbria, Toscana, Lazio, Marche. I luoghi del Santo 800 anni dopo“, un volume che invita il lettore a riscoprire non solo i luoghi attraversati da San Francesco, ma anche quelli che nel corso dei secoli ne hanno custodito e interpretato il messaggio.

La presentazione non è stata soltanto un importante appuntamento culturale. Ề stata soprattutto un esempio concreto di come un Club possa mettere le proprie energie, le proprie relazioni e le proprie competenze a disposizione della città. I Lions, infatti, sono un’associazione internazionale di volontariato impegnata in attività di carattere sociale e culturale. Attraverso conferenze, progetti educativi e iniziative benefiche promuovono la crescita delle comunità locali e la valorizzazione del patrimonio culturale. Anche il locale Lions Club porta avanti questo obiettivo, organizzando eventi che permettono ai cittadini e agli studenti di approfondire la storia e le tradizioni del territorio.

La guida presentata durante l’incontro non si propone come un semplice volume turistico. Come spiegato nel testo introduttivo diGiuseppe Cerasa,direttore delle Guide di Repubblica, si tratta piuttosto di uno strumento per orientarsi tra luoghi, storie, tradizioni e aneddoti legati a San Francesco, nell’anno delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla sua morte. L’idea di fondo è che il viaggio francescano non si fermi ai luoghi in cui visse il Santo, ma continui anche in quei territori che ne hanno custodito e tramandato il messaggio.

Tra questi territori c’è anche Todi, che nel grande racconto del francescanesimo occupa un posto speciale. Pur non essendo uno dei luoghi principali della vita di San Francesco, come Assisi, La Verna o Greccio, la città ha svolto un ruolo importante nella diffusione del francescanesimo, perché l’eredità del Poverello ha trovato una delle voci più alte: quella diJacopone da Todi,poeta, mistico e frate francescano, autore delle celebri Laudi, tra cui la famosa Donna de Paradiso. Ancora oggi la sua tomba è conservata nelTempio di San Fortunato, uno dei simboli della presenza francescana in città.

Particolarmente interessante è stato l’intervento diEnrico Menestò, presidente del Centro Italiano di Studi sul Basso Medioevoe profondo conoscitore della spiritualità medievale. Nel suo contributo alla guida, intitolato “Sopra un piccolo colle la traccia di un Santo”, Menestò descrive ilconvento di Montesantocome l'”oasi francescana” di Todi. Lo studioso ha sottolineato come il luogo sia «uno di quelli che evocano momenti irripetibili a cui sempre ci riconduciamo», rievocando memorie personali legate ad esso – per molti tuderti rappresenta uno spazio ricco di storia- e gli straordinari presepi realizzati dai frati nel dopoguerra, considerati all’avanguardia per gli anni Cinquanta.

Il convento di Montesanto ha avuto un ruolo fondamentale nella storia francescana del territorio. In origine conosciuto come Monte Mascarano, accolse comunità religiose e diventò uno dei principali centri della spiritualità francescana in Umbria. Qui furono custodite anche le spoglie di Jacopone prima del loro trasferimento a San Fortunato. Menestò ha inoltre sottolineato come alcune tradizioni tramandate nei secoli sulla vita del poeta non trovino riscontri certi nelle fonti storiche.

Un altro intervento molto apprezzato è stato quello diFilippo Orsini, direttore dell’Archivio Storico Comunale di Todi. Nel suo contributo alla guida viene raccontata una tradizione antichissima secondo cui San Francesco sarebbe giunto a Todi all’inizio del XIII secolo. La leggenda narra che il Santo trovò un bambino abbandonato e si adoperò affinché fosse accolto e nutrito. Questo gesto avrebbe spinto alcuni cittadini a fondare un ospedale destinato agli orfani e ai poveri, l’Ospedale della Carità, chiamato anche Ospedale di San Francesco, considerato uno dei più antichi orfanotrofi dell’Umbria. Un episodio simbolico che lega la città ai valori della carità francescana.

Orsini ha inoltre ricordato figure importanti del francescanesimo tuderte come il beato Ruggero da Todi, tra i primi seguaci di San Francesco, e il beato Benincasa da Todi, inviato in missione in Spagna direttamente dal Santo insieme a Bernardo di Quintavalle. Attraverso questi personaggi emerge come Todi abbia partecipato attivamente alla diffusione dell’esperienza francescana fin dalle sue origini.

La conferenza si è conclusa con una riflessione condivisa: ogni città umbra conserva una propria eredità francescana. Todi la custodisce nei suoi conventi, nelle sue chiese, nelle opere di Jacopone e nelle storie tramandate nei secoli. È proprio questa “costellazione del sacro”, fatta di luoghi, persone e memorie, che la guida vuole riportare alla luce.

L’iniziativa del Lions Club ha offerto ai partecipanti non solo un approfondimento storico, ma anche l’occasione per riscoprire il patrimonio culturale del territorio e comprendere come il messaggio di San Francesco continui ancora oggi a parlare alle nuove generazioni. Una testimonianza di quanto la storia locale possa essere una risorsa preziosa per conoscere meglio le proprie radici e guardare con maggiore consapevolezza al futuro.

Dall’incontro è emersa una convinzione condivisa: il viaggio francescano non termina nei luoghi in cui visse San Francesco, ma continua nei territori che ne hanno accolto il messaggio e lo hanno trasmesso alle generazioni successive. Come è stato ricordato in chiusura, “ogni Todi ha la sua oasi francescana”: una frase che sintetizza perfettamente il senso della conferenza e il ruolo della città all’interno della grande storia del francescanesimo.

Un appuntamento che il Lions Club di Todi ha voluto offrire alla cittadinanza non solo come occasione culturale, ma anche come momento di riflessione sul valore della memoria, della spiritualità e dell’identità del territorio.

Francesca ed Eleonora D’Angelo

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