RUGGIANO: “LA VITA È BELLA”, LARGO AI GIOVANI

Print Friendly, PDF & Email

TODI – “Valori e gioventù”: è il tormentone del sindacoAntonino Ruggiano, che lo ripete da anni perché fermamente convinto. Ho avuto l’onore ed il piacere di intervistarlo per fare il punto sul suo terzo mandato e su alcuni argomenti a lui cari, come l’impegno delle nuove generazioni nella società ed i valori che questi ultimi dovrebbero avere. Insieme, inoltre, abbiamo riletto il manifesto “Todi come ti vorrei”, sottoscritto a suo tempo dalla redazione di Sottob@nco e riportato integralmente nella pubblicazione “Dieci anni di… Sottob@nco” realizzata in occasione del decennale.

Cosa l’ha spinta a candidarsi per la terza volta?

In realtà è la terza volta, ma è la seconda del secondo mandato, e mi sono candidato perché dovevamo portare a casa dei risultati che non erano stati raggiunti. Io sono il sindaco, ci metto la faccia, l’impegno, l’entusiasmo, la passione e la voglia, però in realtà siamo una squadra, che non era intenzionata a lasciare il lavoro a metà. Più che candidarmi abbiamo chiesto alla città se fosse contenta di quello che era stato fatto e se volessero proseguire un percorso e i risultati ci hanno dato ragione, dandoci un successo incredibile. Adesso stiamo chiudendo dieci anni di fatica, ma anche di risultati e grandi soddisfazioni.

Quali erano gli obiettivi di questo quinquennio? Quali sono stati realizzati?

Chiudere il lavoro già iniziato. Però è stato anche più bello, perché nel primo quinquennio abbiamo avuto l’esperienza del Covid, mentre nel secondo c’è stata la stagione del PNRR, ovvero il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Nel resto d’Europa il piano si chiama next young generation, per le nuove generazioni di giovani. Con questi fondi abbiamo avuto la possibilità di fare molti progetti, investimenti, sono stati cinque anni di grande fatica ma anche di grande bellezza, abbiamo fatto una cosa quasi incredibile, tante opere pubbliche, tanti interventi, che hanno aperto tante prospettive anche su progetti futuri. E questo ci ha portato a scommettere sui giovani, perché bisogna fare in modo che i giovani siano protagonisti. A Todi abbiamo un gran numero di partite IVA giovanili; San Fortunato, il teatro, il Nido dell’aquila, sono tutti spazi gestiti da un gruppo di ragazzi sotto i 28 anni e  l’AMATI festival e il Natale di Todi nascono dalle idee di gente giovane. Io credo che dobbiamo avere molta fiducia nei giovani, se hanno voglia secondo me questo ci fa crescere tutti. Però bisogna mettersi d’accordo su cosa significa essere giovani. Io nel mio intimo mi sento un bambino però non sono più un ragazzo, mi illudo di esserlo. Si deve cambiare prospettiva e mettere il mondo in mano ai giovani; sarei felice di essere spazzato via  dai giovani perché le società che funzionano sono quelle in cui i giovani comandano.

Quali dovrebbero essere i valori essenziali ad animare la vita di un giovane?

Il valore per me non è la vita, la vita vale molto in relazione a quello che tu pensi di poter fare nel vivere. Se la vita è il bene più alto che c’è, tutto il resto passa in secondo piano, ma le cose che valgono sono l’onore, la fiducia, la patria. Quando ero piccolo si diceva che i valori fondamentali sono Dio, patria e famiglia.  Dio significa credere fermamente che chi nasce in una posizione svantaggiata non potrebbe essere nato in un posto migliore che nell’occidente cristiano. Patria, perché abbiamo dei privilegi, perché ci sono persone che hanno combattuto per farceli avere. Se arrivasse qualcuno ad attaccare la Sicilia, ci dovrebbe essere un giovane che, anziché volere solo un spritz, voglia diventare un eroe e aspirare all’infinito. Bisogna testimoniare le cose in cui si crede. Non puntare solo alle serate, alle vacanze e alla salute, ma credere nei sogni e negli ideali. Quando tu sei in grado di vedere delle cose come più importanti di te e di volerti sacrificare per difendere quelle cose, allora quelli sono i valori. I valori ci eternano perché se combattiamo per difenderli sono più duraturi di noi. Noi non pensiamo più all’infinito e per questo non si fanno più le grandi opere, perché siamo troppo fissi sul quotidiano e sul tutto e subito. Spero che i giovani possano seguire l’infinito nelle loro azioni e credere nei sogni, per avere una vita piena.

E tutto questo come può essere realizzato?

Con le scelte di ogni giorno, avendo le spalle larghe e cercando di dire la propria opinione, di esporsi per le cose ritenute giuste. Bisogna fare sempre ciò che è giusto e non ciò che conviene. Mettersi in gioco. Nella mia attività da sindaco io ragiono sempre così, mentre altri ragionerebbero puntando alle elezioni. Magari mi converrebbe seguire l’onda, ma non farei la cosa giusta. Se uno fa questo ogni giorno cambia la vita, perché  smembra il branco.  La società è così abituata al branco che deresponsabilizza i giovani, dando meriti e colpe alla scuola o alla famiglia. Un giovane è libero di essere una brava persona o di fare sciocchezze, ma si deve comunque assumere la responsabilità di ciò che fa. I giovani non sono dei minus habentes, hanno i propri meriti e le proprie colpe. Si deve dare ai ragazzi la responsabilità di cambiare il mondo, e i ragazzi dovrebbero avere voglia di gestire le cose e di fare delle rivoluzioni.

Iscriviti per ricevere contenuti nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostraInformativa sulla privacyper avere maggiori informazioni.

Lascia il primo commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam.Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.