Spesso ci troviamo di fronte a notizie di cronaca che trattano di incidenti stradali, una tematica troppo poco trattata soprattutto dai giovani stessi che, in un futuro prossimo, saranno alla guida. Si pensa alle tragedie sempre con troppa sufficienza, come se fossero lontane da noi. In realtà basta guardare i numeri degli incidenti riportati dall’ISTAT e ACI pubblicati nel 2025, relativi al 2024 in Italia. Sono tornati a crescere superando la soglia dei 3.000 morti. Ma è guardando la nostra regione che questo dato diventa spaventoso: l’Umbria ha vissuto un cosiddetto “anno nero” con l’aumento delle vittime sfiorando il 38%. Ciò che è ancora più doloroso notare, è come la fascia d’età più colpita sia quella dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Non solo numeri, ma compagni di scuola, amici, parenti. Eccesso di velocità, uso degli smartphone al volante e guida sotto effetto di sostanze e alcool sono i principali killer, trasformando ciò che rappresenta un simbolo di libertà, la patente, in un pericolo fatale. Perché alla nostra età ci si sente spesso invincibili, ma l’asfalto non fa sconti a nessuno.
Per non restare a guardare mentre i sogni dei ragazzi si infrangono contro un guardrail, la provincia di Perugia ha lanciato un’iniziativa che sta coinvolgendo quasi 2.000 studenti: il progetto “I tuoi sogni viaggiano con te”. Per sensibilizzare davvero noi giovani, non bastano le prediche. Serve analizzare concretamente i rischi e rendersene conto toccandoli con mano. È qui che la provincia entra in gioco con l’autodromo dell’Umbria di Magione, trasformandolo in una scuola di sopravvivenza stradale. All’autodromo la sicurezza non si legge sui libri, ma si sperimenta sul sedile di guida. Gli studenti, affiancati da istruttori e dagli agenti della polizia provinciale, che ogni giorno lavorano per evitare queste tragedie, affrontano prove che lasciano il segno.

I ragazzi vengono dotati di occhiali che simulano lo stato di ebbrezza. Indossarli significa perdere l’equilibrio e la percezione della realtà. Vedere come un semplice percorso o camminare seguendo una linea dritta, diventa impossibile e aiuta a capire che credere di saper “controllare l’alcool” è solo un’illusione pericolosa, perché il cervello ci inganna facendoci sentire invincibili proprio quando siamo più vulnerabili. Un’altra prova che i ragazzi affrontano è la guida su strada ghiacciata. Grazie a particolari simulatori, si sperimenta la perdita di aderenza al suolo stradale. Sentire l’auto che scivola via senza controllo insegna più di mille parole.
A rendere tutto ancora più toccante è la presenza dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS). Le loro testimonianze di dolorose perdite hanno dato un volto al dolore che un incidente provoca. Le loro parole ricordano che dietro il volante non c’è solo un pilota, ma una persona che si assume la responsabilità della propria vita e quella degli altri. È in quei momenti, quando le parole dei familiari colpiscono allo stomaco, che ci si rende conto che quella storia potrebbe essere quella di chiunque di noi: un silenzio che vale più di mille ore di teoria e che trasforma un semplice incontro scolastico in un momento di verità che ti toglie di dosso quella sensazione di essere invincibili.
Anche se non tutte le scuole hanno partecipato a questa iniziativa, il messaggio che arriva dalla provincia è universale. La sicurezza stradale non è un obbligo di legge, è il rispetto che dobbiamo a noi stessi e ai traguardi che vogliamo ancora raggiungere. Guidare “con testa” significa rispettare i propri sogni e quelli degli altri. Perché nessun messaggio sul cellulare vale quanto un ritorno a casa e nessun brivido di velocità vale il vuoto lasciato su una sedia rimasta vuota a cena.
Anna Chiaraluce
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