“Perché non ci capiamo?”, un ponte tra generazioni per raccontare la complessità dell’adolescenza

Print Friendly, PDF & Email

TODI- Nella suggestiva cornice della Sala del Consiglio comunale, si è tenuto il partecipato convegno pubblico dal titolo“Perché non ci capiamo? La complessità delle relazioni e della comunicazione tra genitori e figli adolescenti”. L’incontro è stato promosso dallaSocietà Operaia di Mutuo Soccorso di Todie dalRotary Club Todi(distretto 2090), con il patrocinio del Comune di Todi e la collaborazione di varie realtà associative del territorio.

A dare il via all’evento è stato l’avv.Fabio Catterini,presidente del Rotary Club Todi e della Società Operaia di Mutuo Soccorsoche ha festeggiato 254 anni di vita e di cui ha ripercorso le radici storiche:«L’impegno di questa associazione, nata quando l’Umbria era amministrata dallo Stato della Chiesa, si è evoluto nel tempo – ha detto – oggi la nostra attività affianca a quella che era l’assistenza un’intensa natura culturale. Tendiamo a creare qualsiasi sinergia che permetta alle associazioni di unire le forze per dare qualcosa di concreto alla comunità».

La conduzione dell’incontro è stata affidata al prof.Sergio Guarente,vice presidente Rotary Club Todi, docente e ex dirigente scolastico), il quale ha elogiato l’impostazione data all’evento:«Ho apprezzato molto un innovativo orientamento dello sguardo: una sorta di rivoluzione copernicana che mette al centro la visione dei giovani, garantendo loro un coinvolgimento primario su un tema di cruciale importanza per la vita familiare e sociale».

Nel corso della sua introduzione, Guarente ha guidato la platea lungo l’evoluzione storica dell’adolescenza dall’antichità, in cui il ragazzo era considerato solo un “adulto in miniatura”, fino alle conquiste della psicologia dello sviluppo (da Rousseau a Piaget) e alle analisi sul disagio giovanile nelle società precarie (“L’epoca delle passioni tristi”di Benasayag e Schmit).

Guarente ha citato le parole della Prof.ssa Elisa Fazzi (Presidente SINPIA), ponendo una domanda centrale al convegno:«L’adolescenza rappresenta una fase di straordinaria plasticità cerebrale, un vero laboratorio biologico. Le aree limbiche emotive maturano precocemente, mentre la corteccia prefrontale completa lo sviluppo solo verso i 25 anni. Questo scarto rende i comportamenti più impulsivi: non è un deficit, ma il segno di un cervello in trasformazione. Cosa impedisce, allora, a genitori e figli di capirsi oggi?».

Ha preso quindi la parola la dott.ssaMarina Venceslai(psicologa e psicoterapeuta), che ha aperto il suo intervento recitando i celebri versi della poesiaI vostri figlidi Kahlil Gibran («I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa…»), definendo il legame genitoriale come una“relazione intimamente poetica”.

Supportata da slide esplicative, la Venceslai ha illustrato l’etimologia stessa del termine“capire”(dal latinocapere, afferrare) e“comprendere”(cum-capere, contenere, abbracciare, accogliere in sé):

«L’incomprensione e la complessità non rappresentano un attacco all’autorità o all’identità dei genitori, né significano che il rapporto sia impossibile. L’incomprensione è fisiologica. I figli adolescenti vivono trasformazioni nei corpi e nei bisogni: hanno necessità di separazione per costruire il proprio significato di vita. Il genitore è chiamato a ristrutturare il proprio ruolo, passando dalla protezione rigida all’essere una “base sicura”: un porto accogliente dove i figli sanno di poter tornare anche quando sbagliano, sospendendo il giudizio e ascoltando le loro emozioni».

Un contributo fondamentale è arrivato anche dalla Prof.ssaMariangela Severi,Dirigente scolasticadell’Istituto Salvatorelli- Moneta di Marsciano, che ha ribadito la centralità della scuola nell’affiancare le famiglie, creando un’alleanza educativa solida, capace di accompagnare i ragazzi nelle delicate fasi di crescita e nell’elaborazione dei loro progetti di vita.

L’ultima parte dell’incontro è stata arricchita dalla viva voce degli studenti:Filippo Longari(studente di filosofia) eTareq El Kajjyouy(studente di ingegneria meccanica), entrambi ex allievi del nostro Liceo. I due giovani hanno portato in Sala la propria esperienza personale, offrendo un riscontro diretto a quanto spiegato dai relatori. 

L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro: genitori e adolescenti, pur nella differenza dei ruoli e dei tempi evolutivi, condividono la medesima natura di “sistemi complessi” guidati da bisogni, desideri ed emozioni. 

È solo attraverso la disponibilità all’ascolto reciproco e al superamento delle rigidità che il confronto generazionale può trasformarsi in un’occasione di crescita profonda per tutta la comunità.

Iscriviti per ricevere contenuti nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostraInformativa sulla privacyper avere maggiori informazioni.

Lascia il primo commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam.Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.