A ME STESSA

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“Dopo anni, riguardo questa “foto ricordo” con tanta nostalgia ma anche tanta amarezza. Percorrevo
sempre quella stradina vicino al fiume con queste due trecce fino alle spalle che mi faceva mamma ogni
giorno, canticchiavo, ballavo per rasserenarmi durante le lunghe giornate tra i campi di girasole e
passavo sempre a fare un saluto a Fulmine. Quando succedeva qualcosa di brutto andavo sempre a
lamentarmi al pozzo, ero una bambina estremamente chiusa e timida. Avrei voluto essere ascoltata, ma
mi facevo bastare quel pozzo che risuonava la mia voce. A volte chiudevo gli occhi e volevo scomparire,
altre volte avrei voluto essere capace di far apparire. Col tempo ho capito di non essere in grado di fare
nessuna delle due cose. Ma quando sei piccolo a queste cose non dai peso, sono solo piccole frazioni di
secondo che passi pensando a come sarà e poi torni nel tuo mondo delle meraviglie.


Alla me di ora manca la me di ieri.


Tornare piccola e assaporare la vita nel modo più tenero e ingenuo senza passare per sofferenze e
delusioni, guardare il mondo a colori senza l’influenza di chi ti fa presente che ti stai illudendo e che tutto
ciò che sognavi fa parte di quell’illusione, quella voglia di ritornar bambini, quando era un girotondo a far
cascare il mondo.


Avrei voluto non essermi attaccata così tanto alle parole crescendo…


Ma erano tutto ciò che mi rimaneva per esprimermi. Ed è così che la musica mi ha salvata. Oggi chiedo
a me stessa di ritrovare la forza e la spensieratezza e concretizzare i sogni di quella bambina che
passava le giornate ad arrampicarsi tra gli alberi di fico per cogliere quello più maturo. E che in
primavera svegliava tutta casa solo perché aveva trovato una coccinella nel prato. La musica mi ha
capita e non mi chiede mai come sto ma cura ogni parte di me ed emozione. Crescendo forse sono stata
anche tentata di lasciarla da parte perché “devi mettere i piedi per terra” “scendi dalle nuvole”…


Auguro a me stessa il coraggio di girare pagina quando le cose non vanno come dovrebbero, o
semplicemente, come vorrei che andassero. Mi auguro la forza di lasciar perdere, tutto le volte in cui, pur
mettendoci tutta la volontà del mondo, non si può piacere a tutti. Mi auguro di non ancorarmi a qualcosa
che non può e non potrà farmi sorridere e piangere di felicità. Mi auguro la voglia di osare sempre, la
capacità di ascoltare i consigli di chi mi vuole bene ma, poi, la caparbietà di decidere solo in base a
quello che sento,a ciò che provo. Mi auguro di poter ricominciare sempre, anche quando la vita e le
situazioni non saranno dalla mia parte perché chi non ricomincia inciampa, inevitabilmente, in ricordi
aggrovigliati che fanno smettere di pensare al futuro. Avere la forza di conservare i momenti vissuti ma di
non vivere dentro di loro.


Oggi chiedo a me stessa la forza di arrampicarmi di nuovo e trovare un posto tra i miei sogni e
raggiungerli. So che quella bambina vive dentro di me. Tanta bellezza, tanta leggerezza e tanta
meraviglia…


Ora ho solo la speranza di poter guardare avanti conservando nel mio cuore tutto quello che
racchiudeva la piccola me, evolverlo e sprigionarlo…


Questa è la fine che scandisce un nuovo inizio.”

Sara Mile 2al

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Sottob@nco, il giornale online del Liceo "Jacopone da Todi".

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