Cardiologie Aperte: prevenzione, scienza e speranza all’ospedale di Pantalla

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TODI – Anche il reparto di Cardiologia-Utic dell’ospedale di Pantalla ha aderito all’evento “Cardiologie Aperte” in occasione della19esima Settimana nazionale della prevenzione cardiovascolare promossa dal 10 al 16 febbraio dalla Fondazione per il tuo cuore – Anmco(Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri). È stata un’esperienza formativa e intensa, che ci ha permesso di riflettere su un tema spesso sottovalutato, soprattutto dai giovani: la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali, durante i quali è stato sottolineato il forte legame tra l’ospedale e il territorio. Il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, parlando a nome di tutti i sindaci della zona, ha parlato di un luogo in cui “ci si sente a casa”, mettendo in evidenza l’umanità e la vicinanza dei medici, ringraziando tutto il personale sanitario per l’impegno quotidiano. Fin dall’inizio è emerso un concetto centrale:la sanità non è fatta solo di cure, ma anche di relazioni, fiducia e responsabilità. Il primo intervento, fatto daldottor Ottavio Alessandro Nicastro, direttore sanitario dell’Usl Umbria 1, ha affrontato un tema molto attuale: l’importanza delle parole e della conoscenza. È stato evidenziato come oggi, nell’epoca dei social, sia sempre più difficile distinguere i dati scientifici dalle narrazioni fuorvianti. Le parole creano realtà e per questo devono essere scelte con attenzione. È stato lanciato un appello a difendere la fiducia nei professionisti della salute, spesso messi in discussione da fake news e semplificazioni pericolose. Il confronto, è stato ribadito, deve basarsi sui fatti e sui dati, non sulle opinioni prive di fondamento.

Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione, definita un vero e proprio investimento economico e sociale. È stato spiegato che ogni euro speso in prevenzione può far risparmiare molto di più in cure future, oltre a migliorare la qualità della vita delle persone. Non si tratta solo di prevenzione primaria, cioè evitare che la malattia insorga, ma anche di prevenzione secondaria, come nel caso della riabilitazione cardiologica dopo un evento acuto. Adottando specifiche misure, si può ridurre fino all’80% il rischio cardiovascolare.

Il dottorUgo Paliani, direttore UOC Medicina Interna / Cres Ospedale MVT, ci ha parlato a lungo di alimentazione e abitudini quotidiane. È stato chiarito che una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, pesce e frutta secca contribuisce a ridurre il rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari, mentre un consumo eccessivo di carni lavorate, zuccheri aggiunti e sale lo aumenta. Interessante è stato il chiarimento sulle uova e sui latticini: negli anni Settanta erano stati demonizzati, ma oggi la ricerca scientifica ha ridimensionato quei timori, spiegando che un consumo moderato è compatibile con una dieta sana. Un altro tema centrale è stato il fumo. È stato ricordato che l’Umbria è tra le regioni con il maggior numero di fumatori e che anche poche sigarette al giorno aumentano significativamente il rischio di tumori e malattie cardiovascolari. Anche l’alcol è stato oggetto di discussione: un elevato consumo aumenta il rischio oncologico, mentre un consumo moderato può avere effetti protettivi sul piano cardiovascolare, ma sempre entro limiti precisi e con grande attenzione. Non meno importante è l’attività fisica, definita una vera e propria medicina. In Italia la sedentarietà è molto diffusa, anche tra i bambini, e questo rappresenta un fattore di rischio significativo. È stato sottolineato come il movimento non solo protegga il cuore, ma riduca anche il rischio di demenza e migliori il benessere psicologico. Anche il sonno gioca un ruolo fondamentale: dormire meno di sei ore aumenta il rischio cardiovascolare, ma anche l’eccesso non è salutare. L’equilibrio, ancora una volta, è la chiave.

Dopo queste argomentazioni è seguito un momento in cui il pubblico era libero di fare domande sull’argomento, ricevendo le relative risposte da professionisti quali Andrea Cardona, responsabile del Servizio di Diagnostica Cardiovascolare Avanzata a guida cardio-radiologica operativa dal 2019 all’ospedale della Media Valle del Tevere, già docente presso l’Ohio State University,

Durante il dibattito con il pubblico si è parlato di temi molto specifici, come la miopericardite nei giovani. È stato spiegato che nella maggior parte dei casi la malattia guarisce entro un anno, ma che è fondamentale una diagnosi accurata per valutare eventuali complicanze, come la fibrosi. Le moderne tecniche diagnostiche, in particolare la risonanza cardiaca, hanno un ruolo decisivo nell’individuazione e nel monitoraggio di queste condizioni. Si è discusso anche di fibrillazione atriale, dell’importanza della terapia anticoagulante e del ruolo dello stress, dell’ansia e della depressione, che incidono in modo significativo sulla salute cardiovascolare.

Un aspetto che ha suscitato riflessione è stato quello dell’eccesso di esami diagnostici. Le TAC, ad esempio, sono aumentate negli ultimi anni, ma se non strettamente necessarie possono comportare più rischi che benefici. È stato quindi ribadito che gli esami devono essere eseguiti solo quando indicati dalle linee guida, evitando un “consumismo sanitario” che non sempre tutela il paziente.

Un momento particolarmente toccante della mattinata è stato la presentazione di un’opera donata all’ospedale dall’artista Antonio Renzini. Il quadro, che raffigura un angelo mentre porta un messaggio ai pastori, sarà collocato nella cappella ospedaliera come simbolo di speranza. Don Gerardo, medico e sacerdote, ha sottolineato come la dimensione fisica, psicologica e spirituale siano profondamente intrecciate e come l’arte possa offrire conforto a chi attraversa momenti di fragilità.

Questa esperienza ci ha fatto capire quanto sia importante parlare di prevenzione anche a scuola. Spesso noi giovani pensiamo che le malattie cardiovascolari riguardino solo gli adulti, ma le abitudini che costruiamo oggi influenzeranno la nostra salute futura. Informarsi, distinguere i dati scientifici dalle false credenze e adottare uno stile di vita equilibrato sono scelte che possiamo iniziare a fare subito. Eventi come “Cardiologie Aperte” dimostrano che la conoscenza non è solo teoria, ma uno strumento concreto per prendersi cura di sé e degli altri.

Lucia Carboni e Giulia Proietti

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