
ROMA – Una giornata all’insegna del giornalismo, arte, storia e istituzioni: si può definire così, in estrema sintesi, l’uscita nellaCittà Eternadella redazione di Sottob@nco, celebrativa del decennale del nostro giornale, che ha toccato tre luoghi in particolare: la sede del Senato della Repubblica,Palazzo Madama, la chiesa barocca diSan Luigi dei Francesie il manifesto per eccellenza dellaPax Augustea,l’Ara Pacis.
Arrivati a Roma, dal Lungotevere Marzio ci siamo diretti proprio verso Palazzo Madama, la prima tappa del nostro percorso. Dopo l’immancabile foto di rito (in copertina e nella galleria fotografica di Giovanni Olimpieri in fondo all’articolo), ci siamo avvicinati all’ingresso del Palazzo per iniziarne la visita. Ed ecco la grande sorpresa della giornata: direttamente dalla Camera dei Deputati, dove si era svolta in precedenza la cerimonia di celebrazione del Giorno del Ricordo, è arrivato inaspettatamente ad accoglierci ilPresidente del Senato Ignazio La Russail quale, dopo un’amichevole scambio di battute, ci ha rilasciato una veloce intervista,consultabile nella nostra pagina Instagram. Di fronte a noi ragazzi della redazione, la seconda carica dello Stato ci ha spronato ad imparare“a giudicare con la vostra testa” e a saper “discernereciò che c’è sui social dalla realtà“, cercando di “viverla in prima personala vita, facendo le cose” e non solo trasmettendole con la tastiera, in modo che ciò che si trasmette sia “ilriflesso di cose vere”, e non viceversa.
Abbiamo poi cominciato la visita guidata di Palazzo Madama, soffermandoci in primis sul suo nome: il palazzo, originariamente mediceo, prende il nome dalla coniuge di Alessandro de’ Medici, Margherita d’Asburgo. Figlia di Carlo V, rimase presto vedova a causa dell’assassinio del marito, ma le venne concesso dalla famiglia fiorentina il diritto all’usufrutto del palazzo romano nel quale i due alloggiavano. I cittadini romani, che la presero in simpatia, la soprannominarono “la Madama”, ed il palazzo venne ribattezzato in suo onore “Palazzo Madama”.
Dal cortile interno del palazzo ci siamo poi spostati nella “Sala Maccari”, nella quale gli splendidi affreschi dell’omonimo artista senese rappresentano alcuni episodi ritraenti i senatori dell’antica Roma, che simboleggiano le virtù cui ogni senatore si deve ispirare nell’esercizio delle sue funzioni: l’onestà, il coraggio, l’oratoria, l’eloquenza e il rispetto della parola data. I soggetti sono tutti uomini: l’unica donna è la personificazione dell’Italia, ritratta sul soffitto con la scritta “Sei Libera. Sii Grande”. Passando dalla Sala del Risorgimento, in cui è presente la rassegna stampa consultabile dai senatori, siamo giunti al momento clou della visita: l’ingresso in Aula. Ci siamo seduti sui banchi dei senatori, quelli in cui da più di un secolo si decide il futuro della nostra Nazione, contemplando la magnificenza della struttura lignea ricoperta da una coltre di velluto rosso, colore simbolo di solennità e di potere.

Gianpaolo Araco ed Eli Benedetti
La ciliegina sulla torta della visita è stata l’accoglienza, nella Sala Koch,dell’Ufficio Stampa del Senato, nelle persone diGianpaolo Araco, responsabile dell’ufficio stampa e internet del Senato,Marco Tagliavini, che si occupa dei rapporti con la stampa, dei contenuti del sito ufficiale del Senato e del settimanale “Madama”, edEli Benedetti, che lavora ai canali social e alla web TV del Senato. Si è parlato di comunicazione istituzionale, ponendo l’accento sulla necessaria imparzialità politica di chi si occupa di questo tipo di informazione e sulla strategicità del coinvolgimento dei giovani mediante strumenti sempre nuovi e meno tecnici, ma anche di attualità: con la diffusione dell’IA, oggi più che mai è importantissimo il mestiere del giornalista, che, raccontando la realtà in maniera onesta, evita che quest’ultima venga distorta dalla mediazione cognitiva operata da questi strumenti. Ad intervenire è stata anche laVicedirettrice di Rai Parlamento Annamaria Baccarelli, che ha voluto portare i suoi saluti alla redazione di Sottob@nco, definendosi la “zia” del giornale, che ha avuto modo di seguire fin dalle sue origini.
Finita la visita in Senato, giusto il tempo di una breve pausa pranzo in Piazza Navona e poi di nuovo in cammino, stavolta verso la chiesa di San Luigi dei Francesi. In questo splendido esempio di architettura barocca abbiamo potuto ammirare tre tele del Caravaggio, che ritraggono diversi momenti della vita di San Matteo. Dopo una veloce tappa al Pantheon, siamo arrivati all’atto conclusivo della nostra uscita, la visita dell’Ara Pacis. Questo luogo, emblematico dell’opera di propaganda dell’imperatore Augusto, ci ricorda in qualche modo l’importanza di un’informazione libera e plurale come garante della nostra democrazia.
Stanchi ma soddisfatti, siamo risaliti in pullman con l’auspicio di poter ripetere esperienze come questa, dall’indiscusso valore formativo. D’altronde, come diceva Seneca, “Viaggiare e cambiare luogo dà nuovo vigore alla mente”.
Ad Maiora, semper!
(Foto a cura di Giovanni Olimpieri)


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