San Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla sua morte rimane un faro di pace e fratellanza: il suo messaggio è più vivo che mai ed oggi torna ad essere Festa Nazionale, segno di una memoria che torna al presente.
Il 2025 segna l’ottocentesimo anniversario del Cantico delle Creature, il testo poetico e spirituale che San Francesco compose nel 1225, e il 2026 vedrà l’ottocentesimo anniversario della sua morte, avvenuta ad Assisi il 3 ottobre 1226. Due ricorrenze che non sono semplici celebrazioni storiche, ma occasioni di riflessione collettiva. In un mondo attraversato da conflitti e tensioni, la voce di San Francesco emerge con una forza sorprendente: la sua invocazione alla pace ed alla fraternità universale sono tutti valori ancora molto attuali.
Il Cantico, scritto nel 1225, è uno dei testi più antichi della letteratura italiana. In esso Francesco esprime gratitudine verso Dio attraverso la bellezza della natura, chiamando “fratello” e “sorella” gli elementi del creato. Questo linguaggio rivela una visione di armonia universale che oggi appare molto moderna: anticipa la sensibilità ecologica e la consapevolezza che la Terra è una casa comune da rispettare e custodire.
Il Parlamento italiano ha deciso di ripristinare la Festa Nazionale di San Francesco, Patrono d’Italia, proprio in coincidenza con questi anniversari. È un gesto che va oltre la tradizione religiosa: è un invito a riconoscere in Francesco un simbolo di unità e di speranza. Per i giovani, spesso disorientati da un mondo frammentato, la sua figura rimane un punto di riferimento: un uomo che ha scelto la più radicale semplicità, la gioia della fraternità, la libertà di chi non possedeva nulla ma aveva tutto. La sua vita è un racconto di coraggio e autenticità che continua a ispirare.
Francesco era uomo capace di gesti concreti di pace. Basti ricordare l’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil durante le crociate, un incontro che anticipa la diplomazia interreligiosa. Oggi, mentre i conflitti sembrano interminabili, il suo esempio ci ricorda che la pace non è così lontana, ma che può essere sempre raggiunta.
Francesco, ottocento anni dopo, non è un Santo legato unicamente nei libri di storia ma è una figura attuale che ci guida ancora oggi. Questa è la sua capacità: cioè quella di saper parlare ad ogni generazione e di trasformare la memoria in futuro.
In questo tempo di anniversari, San Francesco torna ad essere patrimonio vivo: non un’icona distante, ma una voce che ci interpella. Per i giovani, per gli adulti e per chi cerca pace, la sua figura rimane un invito senza tempo: scegliere la fraternità come strada, la semplicità come forza e la speranza come compito.
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