PRIMA EDIZIONE DELLA BIENNALE DI TODI

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Manifesto della Biennale di Todi

TODI- In gergo artistico, con il termine “biennale” indichiamo un evento culturale che si ripete ogni due anni; nella nostra realtà cittadina, però, non abbiamo mai avuto l’occasione di sfruttarlo. Mai, prima dell’ 11 febbraio 2022.

La giornata mondiale del malato è la data scelta dall’antiquario e gallerista Diego Costantini per dare inizio al progetto della Biennale di Todi, un nuovo capitolo artistico della nostra città-gioiello che merita di emergere in tutto il suo pregio; l’obbiettivo è raggiungibile solo tramite un sapiente programma artistico che finalizzi il settore turistico tuderte. Ogni edizione sarà inaugurata il medesimo giorno, 11 febbraio per l’appunto, e, collocandosi sul prato frontale alla Chiesa di Santa Maria della Consolazione, avrà come sfondo il maestoso tempio bramantesco. Ad essere esposte saranno le opere dell’artista vincitore del rispettivo concorso bandito (il tema sarà sempre lo stesso, la Consolazione, ma con limiti variabili di anno in anno).

Un primo tassello fu posto già nel 2019 con l’istallazione dell’artista Tommaso Franchi: 40 letti, simbolo della precaria condizione umana. Tale edizione era nata da un accordo tra i due colleghi, non dall’esito di un concorso. Così Costantini decise di continuare sull’idea che quest’anno si è concretizzata.

Il concorso per la Biennale del 2022 era limitato a soli artisti cinesi. I motivi sono due: in onore dell’anno culturale Italia-Cina e il successo artistico del nostro paese. Come spiega l’organizzatore: “I cinesi iscritti alle accademie italiane sono tantissimi, tant’è che 4 anni fa, a Perugia, superavano per numero quelli italiani. Quando venni a sapere che si trattava di una tendenza tipica di tutta l’Italia -da Venezia, a Brera, a Roma- compresi l’esistenza di un “brand Italia“: nel loro curriculum vitae l’aver studiato nel Bel Paese è un fattore estremamente rilevante, e bisogna saper sfruttare ciò a nostro vantaggio.” La Biennale si va a configurare, dunque, come il tramite nell’asse Italia-Cina: articolandosi in due anni, si ha a disposizione un periodo di tempo per far camminare il progetto tuderte fuori dai confini territoriali, in modo tale da rendere il sopracitato “brand Italia” un vero e proprio “brand Todi”. Dopo due anni si riprenderebbero le medesime vicissitudini e Todi sarebbe dipinta come città che ospita e promuove l’arte. In riferimento a ciò, due delle possibili future collocazioni dei pezzi d’arte sono il Museo Nazionale etrusco di Villa Giulia e il Parlamento Romeno.

Progetto “pensa di uscire” di Wang Yuxiang

Il vincitore della prima edizione è stato Wang Yuxiang, studente presso RUFA – Rome University Fine Art- di soli 25 anni. Dal connubio di acciaio, legno e pietra ha generato 15 suggestive gabbie; l’osservatore scruta una roccia imprigionata che fisicamente non può sottrarsi alla sua cognizione. “Pensa di uscire” il titolo, ma la fuga è un concetto ammissibile solo dal punto di vista metafisico attraverso la costante contemplazione di se stessi e della prigione. Colonna portante di tale idea è la citazione di Leonardo da Vinci “l’arte è un concetto mentale”, da rivolgere in particolar modo a chi ha trattato con superficialità il frutto della mente geniale del giovane.

A questa esposizione, rimasta sul prato antistante la Consolazione fino al 28 febbraio, c’è da aggiungere: la mostra privata dell’autore all’interno di Torre Caetani, che verte intorno alla tematica dell’acqua; l’esposizione dei due premi speciali per i progetti ‘Monumenti’ di Wang Jingyun e ‘Eredità/Predizione’ di Peng Shuai presso la Sala delle Pietre; tutti i progetti partecipanti al concorso della Biennale negli spazi della Sala vetrata dei portici comunali a Piazza Garibaldi.

Confidando in un rilevante successo di tale progetto, non possiamo che tentare di entrarne a far parte. promuovendo lo sviluppo di iniziative del genere potremmo garantire uno sviluppo significativo al nostro piccolo grande mondo. L’arte è un dei tesori più grandi che possediamo, dovremmo imparare a scrutare la realtà tramite lo specchio che ci mette a disposizione.

Arianna Giglioni

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