Intervista al dottor Ugo Paliani
PANTALLA ANCORA COVID HOSPITAL

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TODI- Ci abbiamo fatto l’abitudine ormai, e tutti sappiamo che l’ospedale di Pantalla è stato in parte riconvertito in Covid hospital per fronteggiare la pandemia in corso e la seconda ondata che ha registrato un aumento significativo del flusso dei ricoveri. Sono sorti diversi dubbi e preoccupazioni da parte dei cittadini di Todi e degli altri Comuni della Maedia Valle del Tevere che sono stati privati, oltre che del loro ospedale di riferimento anche di importanti servizi sanitari quali il pronto soccorso, il punto nascita o la chirurgia e la medicina. Desta, inoltre, timore la sicurezza degli operatori sanitari, medici e infermieri, particolarmente esposti al pericolo di ammalarsi e quindi diventare veicolo di contagio, mentre è di questi giorni la notizia che i comitati nati a difesa dell’ospedale di Pantalla hanno fornito guanti, copriscarpe, cuffie e camici agli operatori per integrare la fornitura di dispositivi individuali di protezione che sarebbe insufficiente. Abbiamo quindi posto alcune domande al dottor Ugo Paliani, direttore della medicina interna dell’ospedale di Pantalla, nominato dalla Direzione aziendale Direttore dell’Unità operativa di emergenza Covid-19.

L’ospedale di Pantalla si è preparato ad accogliere nuovi malati Covid. Qual è, ad oggi, la situazione? Quanti sono i posti letto disponibili?

Il piano di Salvaguardia regionale indetto alcuni giorni fa prevede l’ulteriore attivazione di 50 posti letto dedicati ai malati Covid che vanno ad aggiungersi ai già 40 attivati 35 giorni fa. Saranno attivati al più presto, non appena il personale sanitario sarà rimpolpato.

E della terapia intensiva, invocata da più parti, cosa può dirci? È stata attivata o lo sarà?

Si stanno facendo i lavori per l’attivazione di 10 posti letto di terapia sub-intensiva che saranno gestiti dai nostri intensivisti autoctoni di Pantalla.

Quali sono i servizi che restano attivi per i pazienti con patologie non Covid? Quest’ultimi incontrano difficoltà nell’esplicitazione delle altre attività assistenziali?

Di converso rispetto alla prima ondata ove il nostro Ospedale era l’unico “Covid-Hospital” dell’Umbria e cioè totalmente riconvertito a tale attività, durante l’attuale seconda ondata l’Ospedale della Media Valle del Tevere è solo parzialmente riconvertito in senso Covid-19 cioè a dire che molti altri servizi sono e saranno in funzione (la Cardiologia, la Nefrologia, la Radiologia, il Centro di procreazione medicalmente assistita, il Punto prelievi, il Centro trasfusionale, la Farmacia Ospedaliera, il Servizio di Analisi, l’attività ambulatoriale chirurgica/oculistica/chirurgica plastica/ortopedica) e tra qualche giorno attiveremo anche una nuova attività ambulatoriale di consulenze specialistiche ematologiche molto richieste dal territorio.

Il pronto soccorso è stato chiuso e molti lamentano l’assenza di un servizio che è fondamentale per il vasto bacino della Media Valle del Tevere…

Il pronto soccorso è stato chiuso su imput della nostra politica sanitaria regionale e della nostra azienda sanitaria. Io sono un semplice dipendente Usl Umbria 1, seppur con mansioni di apicalità, che si occupa di scienza, di ricerca clinica e soprattutto di clinica assistenziale di corsia, cioè debbo pensare a curare nel migliore dei modi ovvero “in scienza e coscienza” i tanti malati ricoverati.

Quali sono i rapporti con le altre strutture ospedaliere riconvertite a reparti Covid?

Ottimi, tant’è che acquisiamo dagli stessi ogni giorno mediamente 3-4 malati. Dopo poco più di un mese dalla riapertura di due reparti Covid a Pantalla, abbiamo registrato già più di cento dimissioni su circa 150 ricoveri totali, cioè lo stesso numero di pazienti ricoverati durante tutti e quattro i mesi della prima ondata marzo-giugno. Il rapido “turnover” di malati (ndr breve degenza media dei malati), come indicato da recenti studi clinici, consente il miglioramento della prognosi di tali pazienti a 30 e 90 giorni dalla dimissione in termini di riduzione della mortalità, rispetto a coloro che hanno una degenza media ospedaliera più prolungata rispetto alla nostra. Logicamente ci consente anche di alleggerire il carico assistenziale degli altri nosocomi umbri più grandi di noi, che rispetto al nostro ricoverano soprattutto pazienti in condizioni cliniche più gravi.

Quali sono le misure di sicurezza adottate da medici e infermieri?

Quelle ben metabolizzate dai nostri protocolli USL Umbria 1 stilati dai responsabili della Sicurezza Aziendale, forti anche dell’esperienza in tale campo acquisita nella prima ondata marzo-giugno che ci ha portato ad ottenere un vero e proprio record di contagi tra noi sanitari (nessuno), alcuni giorni fa sottolineato ed incensato dal Commissario straordinario dr. Gilberto Gentili.

E quali sono i numeri dei contagi avvenuti in seno al personale operativo negli ultimi tempi?

Mi dicono stia circolando sui social network, cioè nei reali divulgatori dell’analfabetismo sia generale ma soprattutto scientifico, la notizia che vi sono stati numerosissimi contagi tra i nostri sanitari di Pantalla: i dati reali/ufficiali sono compatibili con 7 unità, ossia il tasso più basso tra tutti i nosocomi umbri.

Come si risolverà, secondo lei, questa pandemia? Possiamo sperare in un 2021 finalmente liberi dal virus?

Il virus è “clinicamente morto” ed “una seconda ondata non arriverà”, recitava arditamente qualche medico quest’estate mentre era, logicamente, sempre attivo, solo che ne avevamo diminuito semplicemente la circolazione grazie ad un efficacissimo lockdown totale, e non parziale come ora. Riguardo la seconda ondata, con la mia equipe multidisciplinare anti-COVID di Pantalla della prima ondata ci siamo dati appuntamento in ottobre-novembre per la seconda ondata, visto che la comunità scientifica internazionale la dava per certa su tutte le riviste scientifiche internazionali più prestigiose. Il ritorno alla normalità non completa, ma quasi, avverrà in autunno del 2021, cioè quando almeno, si spera, la maggior parte della popolazione sia stata vaccinata (e cioè almeno un 70%), con buona pace dei no-vax e dei negazionisti.

Maria Cecilia Bruschini

Matilde Perugini