COC: ECCELLENZA DEL NOSTRO COMUNE

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Neanche nei nostri pensieri più assurdi avremmo immaginato di vivere un’emergenza come quella che ha colpito il nostro paese e il mondo intero negli ultimi mesi. Quando a gennaio hanno cominciato a dilagare notizie su un virus che si stava diffondendo in una sconosciuta regione della Cina con capoluogo Wuhan, nessuno avrebbe potuto immaginare che da lì a poco sarebbero cambiate anche le nostre vite. Eppure, alla fine di febbraio ecco la notizia sconvolgente di un caso nel Nord Italia e poi un dilagarsi che, nel giro di pochi giorni, ha fatto diventare zona rossa, prima alcuni comuni lombardi e veneti e poi, tutta la Lombardia.

Anche le altre regioni d’Italia hanno cominciato a preoccuparsi e, purtroppo, a diventare territorio di diffusione del virus. Le regioni, guidate dal governo, hanno iniziato a prendere misure precauzionali e, così, anche i singoli comuni.

Il 10 marzo 2020 con il decreto n. 22, il Sindaco di Todi Antonino Ruggiano ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) con sede a Pian di Porto per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione in relazione alla dichiarazione dello stato di emergenza.

Il Centro Operativo si articola su tre livelli: quello politico che fa riferimento al Sindaco Ruggiano e al Vicesindaco Adriano Ruspolini; quello amministrativo e gestionale affidato alla dott.ssa Federica Stagnari, che ha il compito di coordinare gli interventi di aiuto alla popolazione,  in collegamento con l’Autorità Sanitaria Regionale e di supportare il Sindaco in tutti gli interventi di natura igienico-sanitaria connessi all’emergenza; quello operativo, svolto dalla Protezione Civile e  guidato da Claudio Serrani.

Contrariamente ad ogni previsione, sia la nostra Regione che il nostro Comune in particolare, non hanno dovuto affrontare una crisi sanitaria grave. Tuttavia, la quarantena ha messo a dura prova diverse famiglie e il COC si è occupato dell’assistenza ai bisognosi operando in diversi modi. Dal 12 marzo, quando il Centro è diventato attivo, fino al 29 aprile, sono stati effettuati circa 450 interventi, che hanno riguardato prevalentemente la consegna di cibo e altri beni di prima necessità alle famiglie impossibilitate a spostarsi o a provvedere autonomamente, la consegna di medicinali e mascherine alla popolazione, di respiratori, DPI all’ospedale di Pantalla e pasti al personale .

Un impegno gravoso per i molti volontari a cui va il grazie di tutta la popolazione tuderte e che ha richiesto una buona dose di pazienza, di disponibilità e di dedizione.

La dott.ssa Federica Stagnari, riferendoci riguardo al duro lavoro che il COC (entrato come tutti noi nella famosa fase 2) sta ancora svolgendo, ci ha parlato delle difficoltà affrontate durante questo periodo, ma anche del grande clima di collaborazione che si è instaurato all’interno del Centro e della soddisfazione provata di fronte a tanti interventi effettuati e richieste esaudite. Così ha gentilmente risposto alle nostre domande:  

Noi conosciamo le sue qualità e i suoi incarichi lavorativi nel nostro Comune, ma cosa ha provato, quando il Sindaco, le ha affidato un compito così difficile e importante?

Il giorno 9 marzo è uscito il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in merito alla gestione dell’emergenza epidemiologica e  l’unica cosa chiara per me, era che il nostro Comune avrebbe dovuto attivare e rendere operativo il COC, pertanto i primi due giorni sono stati completamente assorbiti dall’esigenza di far diventare operativa la macchina dell’emergenza. Quando ho letto il decreto di nomina, sono rimasta molto sorpresa, non immaginavo che il  Sindaco avrebbe scelto la sottoscritta, visto che io sono l’ultima nominata responsabile di posizione organizzativa e che c’erano colleghi con molta più esperienza e competenza rispetto a me, ma in seguito ho capito che un’emergenza di questa portata ha molti risvolti nel Sociale e che la scelta era caduta su di me perché io ero già responsabile dei Servizi Sociali del Comune di Todi. Riguardo alle emozioni provate, non c’è stato il tempo di elaborarne altre oltre alla sorpresa, perché l’unica cosa che in quel momento iniziale dell’emergenza eravamo chiamati a fare, era AGIRE.

Il primo periodo di funzionamento del COC deve essere stato il più difficoltoso. Come è stato gestire e coordinare le varie attività di assistenza?

In verità devo dire che Il Sindaco Ruggiano, il Vicesindaco Ruspolini e il Presidente della Protezione Civile Serrani hanno subito dimostrato  di saper organizzare e gestire l’emergenza, pertanto siamo stati adeguatamente guidati fin dall’inizio. Chiaramente ci siamo trovati di fronte ad una situazione estremamente dinamica ed in continuo cambiamento in tutti i settori che coinvolgono la vita delle persone e ci siamo dovuti adeguare per dare una pronta risposta a tutte le esigenze.

Sono in molti ad apprezzare il modo in cui fino ad oggi è stata affrontata l’emergenza a Todi. Crede che il Comune avrebbe potuto fare ancora di più?

Tutti si sono messi a disposizione con logica di servizio e di collaborazione:  il comparto sanitario, quello delle Forze dell’Ordine, del Volontariato con in prima linea la Croce Rossa di Todi e l’Associazione della Rosa dell’Umbria, i dipendenti comunali ma anche le singole aziende ed i singoli cittadini che hanno messo a disposizione ciò che potevano in seguito alla restrizione della mobilità. In conclusione credo che sia stato fatto tutto il possibile.

Quale è stata la necessità che ha richiesto maggiori interventi?

Purtroppo l’emergenza sanitaria si è trasformata presto in emergenza sociale e le persone e le famiglie che già stavano vivendo una situazione di fragilità relazionale, psicologica, psichiatrica, familiare o socio-economica, hanno visto amplificarsi in modo esponenziale i loro problemi. Chi si trovava già in una situazione borderline, è scivolato in una situazione di emergenza. Pertanto abbiamo dovuto gestire numerose situazioni di disagio.

Ci racconta un caso particolare, quello che l’ha colpita di più?

Sono stati molti i casi che mi hanno colpito, ma in particolare mi ricordo una signora, titolare di un negozio, che ha chiamato disperata perché le era impedito riaprire la sua attività che per lei rappresentava l’unica fonte di sostentamento.

Pensa che i cittadini di Todi si siano comportati in maniera responsabile fino a questo momento?

Credo proprio di sì, il Comune di Todi è stato tra i primi ad attivare il COC e a divenire Covid free, evidentemente i cittadini si sono comportati in maniera coscienziosa e hanno rispettato le indicazioni fornite. Ora, però non dobbiamo abbassare il livello di guardia, perché ci giochiamo la nostra rinascita e l’uscita dal tunnel.

Grazie alla testimonianza della dott.ssa Stagnari, ora conosciamo meglio l’attività del Centro operativo, che, in un momento in cui la popolazione si è trovata di fronte ad un’emergenza così particolare, mai affrontata prima, costretta a fare numerosi sacrifici, come quello di restare in casa e di dover chiudere le proprie attività e non poter lavorare, riteniamo che sia stato uno strumento indispensabile per far sentire meno soli i cittadini e andare incontro alle loro esigenze. Ci auguriamo che anche nella Fase 2, appena iniziata, il COC possa accompagnare la popolazione verso la fine dell’emergenza, che speriamo arrivi al più presto.