A colloquio con Fabrizio Cerquaglia
“LE ROI DE LA CRÊPE” NON È PIÙ A TODI

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TODI- Dieci anni di attività e uno dei migliori street food in Italia: la chiusura di “Le Roi de la Crêpe”, aperta e gestita da Fabrizio Cerquaglia, lascia l’amaro in bocca a tutta la cittadinanza tuderte. Emersa fin da subito per la qualità, immediatezza e artigianalità dei prodotti, “Le Roi de la Crêpe” è stata per un decennio un punto di riferimento per chi voleva mangiare in strada con gusto e qualità e un punto di aggregazione per giovani.

Di Fabrizio e della sua attività Sottob@nco (e, in particolare, il sottoscritto) si era già occupato nell’aprile 2016, nel suo numero inaugurale e nel pieno dei festeggiamenti per l’ottenimento del terzo posto in Italia e primo posto in Umbria dell’Oscar Cibo di Strada. Per anni l’attività, premiata giorno dopo giorno con riscontri di critica a dir poco positivi, è stata presente su numerose guide (Guida StreetFood Gambero Rosso, Guida Touring Club Italiano, Le Routard, Guida Sapori e Piaceri Todi La Repubblica) e in portali vari con primario posizionamento tra cui TripAdvisor e Google.

«La scommessa è stata quella di portare nell’ambito del Cibo di Strada, la tradizione, la terra e il territorio umbro all’interno di un contenitore internazionale, la crêpe appunto», dice Fabrizio Cerquaglia. L’attività è attualmente in cessione e, con Fabrizio, abbiamo fatto il punto su questi dieci anni di attività.

“Le roi de la Crêpe” in una calda serata di agosto

Caro Fabrizio, tutta la comunità tuderte, e non solo, riconosce all’unanimità la dedizione, la passione e l’impegno che hai messo in quest’attività, ma evidentemente non sono bastati. Perché?

Sono stati anni di intenso lavoro e lusinghiere soddisfazioni. I risultati ottenuti in questo nostro piccolo ma pionieristico progetto sono andati oltre le più rosee previsioni di business, in un periodo storico di conclamata recessione e ristagno economico mondiale. Consapevoli e forti delle nostre capacità, abbiamo quindi intuito che fosse arrivato il momento di cambiare.

Che cosa significa e cosa comporta avere una partita IVA nell’Italia del 2020?

Aprire o ereditare un’azienda piccola, media o grande che sia, comporta un immenso sforzo e nella maggior parte dei casi cospicui sacrifici alla base dei quali, oggi più che mai, sono necessari amore e passione. Imprescindibili ovviamente una ottima intuizione, competenze imprenditoriali e quel pizzico di fortuna che non guasta mai.

Come vedi il futuro di Todi e dell’Italia in generale? Come dovrebbe intervenire lo Stato per rilanciare l’economia italiana? Hai dei suggerimenti, dei consigli da dare ai nostri amministratori e governatori, sia locali che nazionali?

La percezione che presente e futuro siano un tutto uno è latente tanto è veloce l’evolversi di gusti, abitudini e tendenze ad ogni settore del consumo. La realtà locale, in tutti i suoi aspetti, è strettamente connessa a quella nazionale e sempre di più dipendente dagli scenari internazionali.

Un esempio su tutti: il turismo, risorsa imprescindibile che muove in Italia cifre assolutamente importanti, tanto da dare valori di PIL superiori alla media dei paesi UE. Porrei quindi una grande attenzione a tutto il comparto turistico e a cascata sugli attori ad esso connessi sia direttamente che indirettamente, ascoltando e valorizzando audacemente chi si impegna in una qualsivoglia iniziativa. Alleggerirei dagli adempimenti burocratici e favorirei ad ogni livello e in ogni modo e maniera i virtuosi: chi dimostra di comportarsi bene merita un incentivo.

Non credo di avere le competenze per fornire la ricetta perfetta al fine di far tornare le famiglie, i giovani e i nonni a spendere e ad investire. Sono però convinto che occorra fare un profondo esame su di sé, ognuno di noi secondo la propria sensibilità e competenza, in ogni ambito sociale, politico ed economico. L’attenzione ai bisogni fondamentali dell’individuo come parte di una moderna comunità, credo sia alla base di ogni nuovo inizio.

La crêpe “Specialità della casa” con cui Fabrizio si aggiudicò il terzo posto dell’Oscar “Cibo da Strada” nel 2015

Di cosa ti occuperai in futuro?

Proprio per la risultanza di ogni riflessione fatta, nel prossimo futuro ci sono diverse opportunità in cantiere legate all’ampio mondo del “food” e dell’ospitalità, dalla consulenza di start up aziendali alla collaborazione a diversi livelli con nuovi partner. Sempre aperto alla realtà, consapevole e pronto a cogliere i suggerimenti dati dalle circostanze e accettare coraggiosamente le sfide.

Cosa consiglieresti ad un giovane?

Ognuno ha la sua Storia e le proprie capacità, nella propria famiglia immerso nelle proprie circostanze e nel proprio ambiente ma se da un canto ognuno è diverso, dall’altro canto tutti abbiamo il medesimo desiderio di compimento in fondo al proprio essere uomini. È fondamentale che ogni mattina quel desiderio si riaccenda nuovamente in ognuno di noi. Le ambizioni, i sogni e le aspettative fanno parte di questo personale scenario. La strada e i suoi bivi poi la si sceglie da sé. La dignità del lavapiatti è la medesima dell’ingegnere aerospaziale. Un segreto: mai da soli! Restare attaccati alla realtà con una domanda di felicità sempre desta fuggendo dalla solitudine e … passaporto in corso di validità a portata di mano!