RIMANIAMO DISTANTI OGGI PER RIABBRACCIARCI DOMANI
Buoni propositi ai tempi del Coronavirus

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“Siamo consapevoli di quanto sia difficile modificare le nostre abitudini. Ma purtroppo non c’è tempo. I numeri ci dicono di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Alle famiglie dei defunti va la vicinanza di tutti gli italiani. Le nostre abitudini vanno cambiate ora.  Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia e lo dobbiamo fare subito. Adotteremo misure più forti per contenere il più possibile l’avanzata del Coronavirus e per tutelare la salute di tutti i cittadini”. Così parla il premier Giuseppe Conte che, nella giornata del 9 marzo, ha presentato il nuovo decreto legislativo con l’hashtag io resto a casa.  D’altronde è proprio attraverso quest’ultimo documento che è stato dichiarato tutto il territorio nazionale “zona rossa” limitando, in questo modo, tutti gli spostamenti dei cittadini, se non strettamente necessari o per questioni lavorative. Nondimeno è sorta la necessità di chiudere, oltre alle strutture scolastiche, anche palestre, teatri, cinema e musei fino al 13 aprile.

D’altro canto difronte a questo clima di caos, di tensione e di emergenza la scuola non ha di certo chiuso i battenti e sta cercando di continuare la didattica, anche a distanza, aiutandosi con strumenti tecnologici. Proprio in considerazione di ciò, il Liceo Jacopone si è subito attivato e, con la collaborazione di tutti gli insegnanti, ha fatto sì che le lezioni potessero continuare attraverso videoconferenze e lezioni online, trasmettendo determinazione e positività ai suoi allievi. Di certo queste videolezioni sono uno strumento importante per proseguire il programma didattico ma, tuttavia, presentano pur sempre dei lati negativi, come ad esempio la mancanza di apparecchi digitali idonei per tutti i ragazzi o una connessione internet efficace per tutti. A proposito della scuola è proprio la ministra Azzolina a rassicurare gli studenti che dovranno sostenere gli esami di Stato affermando: “La scuola grazie all’autonomia deve e può organizzarsi. Le misure dipendono da quanto ancora rimarranno chiuse le scuole. Stiamo pensando a diverse soluzioni possibili; apprezzo tanto i documenti che le consulte e il forum degli studenti hanno presentato.  Saranno comunque esami seri, ma che dovranno tenere presente il momento difficilissimo che gli studenti stanno attraversando” .

Difatti, purtroppo, il periodo che sta vivendo l’intera nazione non è di certo uno dei migliori, ma con l’aiuto di tutti l’Italia ne uscirà più forte di prima e più attenta a non sottovalutare le condizioni igienico-sanitarie, sia nei luoghi lavorativi sia in quelli didattici. Tuttavia questo virus non ha colpito solamente il nostro paese, ma il mondo intero e, proprio per questo motivo, è stata dichiarata dall’OMS la pandemia, ossia un’epidemia di portata mondiale.  Però, alla luce di ciò, risulta di notevole importanza l’atteggiamento che si assume e la consapevolezza che si possiede difronte a questa situazione. Come si evince dal discorso di Conte, questa circostanza di criticità prevede delle grandi o piccole rinunce da parte di tutti, un’attitudine di carattere preventivo che non provochi falsi allarmismi e ci renda consapevoli del pericolo che stiamo correndo. D’altro canto per affrontare al meglio la situazione è necessario e opportuno che, oltre al rispetto delle regole emanate nel decreto, i singoli cittadini non sottovalutino i rischi, né creino false notizie per aumentare la preoccupazione e lo scompiglio popolare. Tuttavia, nonostante sia una circostanza di notevole gravità, le iniziative di solidarietà e di soccorso sono molteplici. Infatti a partire dai grandi artisti del mondo della musica, fino agli influencer, le campagne di raccolta fondi hanno fornito un aiuto notevole al sistema sanitario, in modo da garantire le cure necessarie ai malati di coronavirus.  Purtroppo i contagi e le morti crescono notevolmente di giorno in giorno ed è proprio questo che preoccupa in modo particolare il governo che, di certo, non ha negato un eventuale prolungamento delle misure restrittive, compresa la chiusura delle scuole. Infatti è proprio nella serata del 21 Marzo che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato l’approvazione di un nuovo decreto per ulteriori misure in materia di contenimento del virus, che entrerà in vigore solo a partire dalla giornata del 23 marzo per prolungarsi fino al 13 aprile. Questo nuovo decreto prevede la chiusura di tutte le attività industriali e commerciali non facenti parte dei servizi di pubblicità necessità e come, ben delineato dal Presidente del Consiglio, consiste in una misura drastica, che porterà delle conseguenze anche a livello economico, ma purtroppo necessaria.

Tuttavia queste misure restrittive nonostante non siano state accolte benevolmente da tutti, talvolta possono trasformarsi in vere e proprie opportunità. Un esempio ci giunge dai dati statistici relativi all’inquinamento atmosferico, il quale ha chiaramente registrato un notevole ridimensionamento. Inoltre è anche vero che il tempo a disposizione può rappresentare un pretesto per testare nuove attività o più semplicemente per dedicarsi alla famiglia o, perché no, proprio a noi stessi. Tuttavia è confortante e rassicurante come l’Italia riceva costanti aiuti da parte di altre nazioni, anche solo attraverso la donazione di strumenti di prevenzione o materiale medico. Tra queste il primato spetta alla Cina con la donazione di mascherine e ventilatori polmonari, e l’invio di rinforzi medici. D’altronde un caloroso ringraziamento va proprio a coloro che stanno lavorando in prima linea per sconfiggere questo virus mettendo a repentaglio la loro stessa vita. Purtroppo,come ben delineato dal Presidente Conte, la nazione si trova a fronteggiare la crisi più difficile dal secondo dopoguerra, ma con la collaborazione di tutti ne uscirà ben presto. Proprio per questo motivo, nella giornata del 24 Marzo, è stata conferita piena libertà alle regioni per un eventuale intensificazione delle misure restrittive ed un aumento delle sanzioni per coloro che compiono degli spostamenti non necessari.

Da quando questo virus è entrato nelle nostre vite le ricerche in ambito medico sono state numerose, sia per studiarne l’azione e le caratteristiche, sia per capirne l’origine. A proposito di quest’ultima non si nasconde di certo l’idea comune che sia un virus originato in laboratorio, da parte dei ricercatori di Whuan, come arma bioterroristica. A confermare tale l’ipotesi è la diffusione di una notizia, risalente al Novembre del 2015 diffusa dal Tgr Leonardo in cui si delinea la creazione di un supervirus polmonare da pipistrelli e topi da parte di scienziati cinesi. La smentita è giunta da numerosi esponenti del mondo politico, medico e giornalistico. Tuttavia, come enunciato da Massimo Mazzucco, regista di Luogocomune.net, un fatto similare è avvenuto con l’epidemia di Ebola nell’autunno del 2014. Uno scienziato accusò pubblicamente l’America di aver bioingegnerizzato questo virus e poi di averlo portato in Africa. Lo stesso esponente confronta le due situazioni, sottolineando le caratteristiche comuni. Tuttavia a smentire ulteriormente questa visione è Silvia Rosa Brusin, caporedattore di Tgr Leonardo, che ha spiegato che “tra quel virus e il virus attuale non c’è parentela, se non la stessa modalità di azione. Il Covid-19 è di originale naturale, come la rivista Nature ha dimostrato decodificando la sequenza genica. In laboratorio si realizzano molti esperimenti per simulare ciò che potrebbe avvenire in realtà. Come dimostra la sequenza dei geni, non è lo stesso virus”. Agli inesperti di medicina non resta che affidarsi alle parole degli scienziati. Ai posteri l’ardua sentenza…