Intervista a Massimo Capuani, regista (e non solo) dello spettacolo di fine anno
IL TEATRO, UN ALLENAMENTO ALLA VITA

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Satira, equivoci e corruzione ecco i protagonisti dello spettacolo di quest’anno. Un riadattamento de « L’ispettore generale » di Gogol, diretto e seguito dal maestro, attore e regista Massimo Capuani, coadiuvato da Valentina Renzulli e Beatrice Ripoli. Il capolavoro satirico del drammaturgo russo, che mette a nudo la meschinità della corruzione a tutti i livelli della società, è stato selezionato dai ragazzi tra varie proposte, una scelta interessante, forse dettata, come sottolinea lo stesso Massimo Capuani, dall’attualità del tema.

Per quanto riguarda le adesioni, il maestro conferma che sono state ottime e che i ragazzi hanno risposto in maniera attiva, sia quelli che avevano già avuto esperienze teatrali, sia i molti che affrontavano per la prima volta il palcoscenico. Infatti anche se l’affetto per i vecchi insegnati resta vivo, tra gli studenti altrettanto viva è la voglia di imparare e mettersi in gioco con i nuovi.

 

Di seguito una piccola intervista per comprendere meglio il ruolo di Massimo Capuani e il suo consiglio per chi  volesse  intraprendere la strada dello spettacolo…

Oltre che regista il suo ruolo spazia anche in altri ambiti in questo spettacolo?

Solitamente nei saggi difficilmente ci si può fermare al ruolo di regista ( che già di per sé è impegnativo). In questi casi si ricopre anche il ruolo di scenografo, costumista…Io nasco come attore e il mestiere dell’attore prevede la conoscenza di tutti i ruoli del teatro. Questo è un aspetto importante di ogni momento formativo che cerco di trasmettere ai ragazzi che partecipano ai miei laboratori. Li stimolo sempre ad avere una visione che sia la più completa possibile. Questo è un insegnamento utile in ogni campo della vita, lavorativo e non.

In base a quali parametri sceglie i ragazzi e i ruoli che devono interpretare?

I ruoli vengono assegnati in base a vari criteri, sicuramente si considerano le abilità naturali, ma si lavora anche sulle potenzialità nascoste. Ogni ruolo, quindi, cerca di stimolare i partecipanti ad andare oltre quello che già conoscono e sono in grado di fare. Il lavoro dell’attore è una sfida continua, un superamento dei propri limiti.

Quali consigli si sente di dare ad un/a ragazzo/a che vorrebbe lavorare nello spettacolo?

Un consiglio? Studiare! Non ci si improvvisa attori…È un percorso lungo, che prevede una gavetta. So che sembra anacronistico in una società come la nostra, dove si tende a bruciare i tempi e ad andare molto veloci, ma quello dell’attore è un mestiere da artigiano che richiede pazienza e dedizione.

 

 

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