COSÌ NASCE UN POLLAIO

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TODI-  Nel corso degli anni, sempre più frequentemente in Italia si raggiungono classi sovrappopolate, ma quello che rischia di accadere nel nostro Liceo – e non è la prima volta quest’anno – sfiora l’inverosimile: 39 ragazzi tra i 13 e i 14 anni del primo anno dell’indirizzo scientifico, di cui uno con docente di sostegno, potrebbero trovarsi dalla mattina di mercoledì 12 settembre 2018 in una sola classe e vedere trasformato il  loro primo giorno di liceo, uno dei più importanti della loro vita, nell’ inizio di un percorso di studi a dir poco accidentato. È per questo che Giovanni Antonelli, Presidente del Consiglio d’Istituto, considerato che a nulla sono valse le costanti richieste fatte dal Dirigente scolastico Sergio Guarente e visto il poco tempo che ci separa, ormai, dall’inizio dell’anno scolastico, ha deciso di rivolgersi con una lettera aperta direttamente al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che, da ex insegnante, si spera capisca quanto sia impossibile gestire una classe con questi numeri.

Non ci vuole infatti troppa fantasia a mettersi nei panni di un docente che, davanti ad una classe così numerosa, non solo faticherebbe a mantenere l’ordine ma anche a spiegare, seguire gli studenti, correggere i compiti assegnati, organizzare verifiche scritte e interrogazioni; anche l’appello, la più semplice e veloce delle procedure scolastiche giornaliere, potrebbe rivelarsi un’operazione complessa, tale da occupare non poco tempo. Nei panni di uno studente, ogni secondo potrebbe essere buono per far confusione, anche con l’eventuale presenza di un docente che potrebbe affiancare, in una specie di ronda raminga di banco in banco, il collega intento a spiegare. E, nel caso in cui qualche discente rimanesse indietro, poche sarebbero le possibilità di recuperare.

Così, mentre si raggiungerà nella futura classe dell’indirizzo scientifico una densità abitativa paragonabile a quella di Calcutta, si metteranno in seria difficoltà studenti e docenti e le capacità di svolgere serenamente i propri ruoli, ma soprattutto si metterà a rischio il diritto di istruzione proprio di ogni alunno e ciò impedirà di evidenziare le capacità proprie di ogni individuo assieme ai propri talenti e ideologie, massificati e stipati come galline in un pollaio.

Né basta a rassicurare famiglie e docenti la notizia, peraltro non ufficiale, di uno “sdoppiamento di fatto” della classe che il Dirigente Scolastico ha la facoltà di determinare, in base alla Legge 107 del 2015 (meglio nota come “Buona scuola”), utilizzando il cosiddetto “organico del potenziamento”, perché resterebbe comunque il problema per cui l’organico di diritto assegnato dall’USR dell’Umbria riguarderebbe una sola classe, mentre per l’altra si dovrebbero reperire insegnanti che, sia pure titolari, potrebbero essere destinati, invece, ad attività di potenziamento dell’offerta formativa.

Anche per questo, le famiglie degli studenti delle classi prime si stanno mobilitando con una petizione indirizzata alla Dirigente dell’USR dell’Umbria Antonella Iunti perché li riceva quanto prima e, soprattutto, sia disponibile a rivedere la sua posizione.

La sensazione è che occorra un intervento diretto del Ministro che, solo, potrebbe sbloccare la situazione. Esattamente come avvenne quattro anni fa, quando l’allora Ministro Stefania Giannini impose all’USR dell’Umbria, ad anno scolastico iniziato da oltre un mese, lo sdoppiamento di una classe prima dell’indirizzo di Scienze Umane con 38 iscritti.

Segue il testo del dottor Giovanni Antonelli sperando che il detentore del dicastero intervenga prima possibile aprendo gli occhi su una situazione improponibile.

 

Il dottor Giovanni Antonelli, autore dell’ appello al ministro.

Gentilissimo Signor Ministro,

Le scrivo a nome del Consiglio d’Istituto del Liceo “Jacopone da Todi” di Todi, in Umbria, consesso nel quale siedo in rappresentanza dei genitori dei circa 770 studenti che lo frequentano.

Il suddetto Liceo si articola in quattro indirizzi; Classico, Scientifico, Linguistico e Scienze Umane e ciò che mi induce a scriverLe è la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria che, applicando la normativa in essere, non ha previsto lo sdoppiamento della prima classe del Liceo Scientifico nonostante i 39 ragazzi iscritti di cui uno diversamente abile con sostegno.

A nulla sono valse a tutt’oggi le accorate richieste fatte dal Dirigente Scolastico Sergio Guarente e, considerato il poco tempo che ci separa dall’inizio dell’anno scolastico, ho preso la decisione di rivolgermi direttamente a Lei.

Il senso di impotenza e rabbia scaturisce dal fatto che, evidentemente, si ritiene che la soluzione imposta dalla normativa sia perfettamente compatibile con il diritto costituzionale allo studio e lo rispetti anche nel più ampio senso di assicurare a tutti le migliori condizioni per un’efficace formazione attuando i più elementari principi pedagogici.

Il problema, in realtà, è che, nonostante le belle parole, la politica scolastica italiana si effettua sempre più e soltanto con una calcolatrice in mano.

Di conseguenza, i 158 iscritti alle prime classi dei quattro indirizzi del Liceo “Jacopone da Todi” (49 al Linguistico, 41 alle Scienze Umane, 39 allo Scientifico, 29 al Classico) devono essere ospitati, secondo tale decisione, al massimo in 6 classi a prescindere dal fatto che ci sia una distribuzione non omogenea tra le scelte effettuate dagli studenti.

In altre parole, l’Ufficio Scolastico Regionale auspicherebbe che fosse il Dirigente Scolastico a “convincere” i genitori circa l’indirizzo al quale iscrivere il proprio figlio. Della serie: non possiamo permetterci che ognuno possa liberamente scegliersi un proprio progetto educativo.

Sarebbe sufficiente, quindi, secondo tale visione, “motivare”, ad esempio, una decina di ragazzi a passare dall’indirizzo Scientifico a quello delle Scienze Umane e il gioco sarebbe fatto. Se, invece, i ragazzi non si lasciassero convincere con le buone, il Dirigente dovrebbe passare ad una loro “riallocazione forzosa”, magari partendo dagli ultimi iscritti in ordine temporale. O, in alternativa, rifiutare la loro iscrizione e farli dirottare contro la loro volontà in altri istituti, magari a Perugia o a Terni, senza tener conto delle notevoli difficoltà legate ai trasporti pubblici in un territorio dalla conformazione complessa come il nostro.

A questo punto, il risultato ottenuto con la calcolatrice, dopo tali forzature, metterebbe senz’altro la coscienza a posto al Ministero e all’Ufficio Scolastico Regionale ma certamente meno soddisfatte sarebbero le famiglie, ma ciò sembra che sia del tutto irrilevante.

Come irrilevante sembra sia il fatto che tra il 158 nuovi iscritti alle prime classi del Liceo nei suoi vari indirizzi, ci siano 3 studenti diversamente abili con sostegno (uno allo Scientifico e due al Linguistico).

Eppure la legge, in questi casi, prevede chiaramente quorum più bassi nella composizione delle classi!

Questa è, tristemente, la politica scolastica che viene attuata oggi in Italia, salvo magari qualche aggiustamento ad hoc in singoli fortunati casi…

Ci auguriamo fortemente che l’Ufficio Scolastico Regionale riveda la propria posizione, e conceda le 7 prime classi richieste dal Dirigente Scolastico.

Sarebbe un bel segnale di attenzione verso le famiglie e verso le legittime istanze degli studenti e un piccolo segno che forse non tutto è perduto nella scuola italiana.

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