Il Vespa Club Todi vincitore della Coppa Italia di Gimkana
TUTTI MATTI PER LA “SPECIAL”

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TODI – Una passione che va avanti da decenni. Un’associazione che è riuscita a riportare il vespismo tuderte agli antichi splendori, conquistando quei titoli nazionali che mancavano da anni. Si tratta del Vespa Club Todi, che dal 1955 svolge continuamente attività nel nostro territorio, promuovendo l’attività sportiva- lo sport vespistico è la gimkana- impegnandosi nelle attività di beneficenza e promuovendo il territorio con Raduni Nazionali organizzati in città e in borghi periferici.

 

Nella foto Gianluca Perri, a scuola di sicurezza alla “Cocchi- Aosta”

Attuale presidente Gianluca Perri. «Tutto cominciò 63 anni fa, nel lontano 1955 – spiega- quando un gruppo di amici capitanati dall’allora presidente Aldo Grondona, noto medico dentista, fondò il Vespa Club Todi insieme a tanti altri soci legati da un forte sentimento. Poi, negli anni ‘60/’70, fu la volta di un altro “presidentissimo”, Italo Biscotti, che si è fatto conoscere anche a livello nazionale per aver portato il Club tuderte alla ribalta nei campionati di Gimkana». «Un altro personaggio a cui il Vespa Club deve molto- afferma Perri- è Francesco Bigaroni: fu lui a continuare l’attività del “post-Biscotti” ed ebbe il merito di aver tenuto attivo il Club anche nel periodo di fine anni ‘80, quando tutte le società hanno vissuto una grave crisi e molte di queste hanno chiuso i battenti. È stato presidente per ben 22 anni».

Perri ha ereditato le redini dell’associazione nel 2012, quando gli iscritti erano solamente una trentina: oggi sono a quota 80, tra giovani e meno giovani, dai 15 agli oltre 80 anni. Età diverse ma un’unica incoercibile passione: la Vespa, in particolare la Vespa 125 Primavera, il modello più utilizzato nell’attività di Gimkana. 

«Grazie al suo stretto telaio- spiega Perri- è ancora oggi molto performante per l’attività sportiva, ma regala grandi emozioni anche per brevi gite turistiche, tenendo conto del fatto che è un modello risalente a più di mezzo secolo fa».

«Personalmente amo i “vesponi” sportivi degli anni ‘60- aggiunge- e nello specifico il modello GS 160cc del 1962: l’ho acquistato nel 2010 e, dopo quasi due anni di restauro eseguito dal sottoscritto, lo uso quotidianamente nella stagione estiva. Mi piacciono molto anche i modelli degli anni ‘40 o ‘50, ma mi limito a curarne il restauro».

Appassionato di Vespa fin da quando era ragazzino, Gianluca Perri confessa di aver amato «tutto ciò che bruciava benzina: ci si saliva sopra e si andava, che sia quad, motorini, vespe o quant’altro». «Al giorno d’oggi, invece, noto una scarsa passione per quella che è la mobilità in generale. È per questo che il nostro principale proposito è coinvolgere, portare e far appassionare i ragazzi a quello che è un mondo speciale, il piacere di godersi una calda domenica, con i propri amici, su due ruote».

A scuola di sicurezza con l’Arma dei Carabinieri

Da qui nasce anche il Progetto #ascuolainsicurezzasudueruote, promosso dal Vespa Club Todi in collaborazione con la Scuola Media “Cocchi- Aosta”, il comitato locale della Croce Rossa, l’Arma dei carabinieri e l’amministrazione comunale: lo scopo è quello di sensibilizzare i ragazzi delle terze classi, in procinto di prendere il patentino, al rispetto delle regole del codice stradale e comunque al rispetto delle regole tutte. Una campagna di sensibilizzazione che sta dando i primi frutti: «Abbiamo avuto quattro incontri sul territorio- afferma- e abbiamo registrato un grande entusiasmo. Particolarmente gradita è stata la prova pratica che simulava lo stato di ebbrezza in un percorso ad ostacoli e una dimostrazione pratica dell’effetto velocità, a piedi e di corsa».

La grande scommessa del Vespa Club Todi? Avvicinare un numero sempre maggiore di giovani a queste genuine passioni, distogliendoli magari da altre nocive distrazioni.

Su una Vespa si sogna in grande. Parola di Gianluca Perri.

«Ma quanto è bello andare in giro/ con le ali sotto ai piedi/ se hai una Vespa Special che/ ti toglie i problemi…», cantava Cesare Cremonini nel 2006.

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