Antonella Fornetti racconta il suo primo libro
”LAURA E LA FATA ZEFFIRINA”

Print Friendly, PDF & Email

TODI – Autrice emergente, lettrice a tempo pieno, insegnante di lingue adorata tutti i suoi studenti, amante del pianoforte, della fotografia e di Todi e, soprattutto, mamma: questo il profilo, dalle mille virtù, della versatile e poliedrica Antonella Fornetti.

Che Antonella abbia un forte legame con Todi, sua città natale, lo si può intuire facilmente. Raccontandosi a Sottob@nco, afferma: «Non ci sarebbe posto migliore in cui vivere e in cui crescere i miei figli». Si ritiene “fortunata”, avendo trascorso gli anni della sua adolescenza ai tempi d’oro di Todi. Parlandone ci dice: «Ricordo la piazza gremita di gente anche quando non c’erano manifestazioni culturali o gastronomiche, le “vasche” in piazza con un occhio all’orologio perché dovevo tornare a casa a studiare filosofia».

Laura e la fata Zeffirina
La copertina di Laura e la fata Zeffirina

Si è diplomata nel 1994 al liceo “Jacopone da Todi”, che le ha garantito un percorso di studi «completo e stimolante». Spende anche due parole per i suoi insegnanti, «veri maestri di vita», tra cui Loretta Comez, Rita Perari, Anna Maria Martini, Anna Chiara Pispico e la mitica Emanuela Brunelli. Ha rivestito i panni di docente al liceo durante l’anno scolastico 2015/2016, e noi di Sottob@nco le abbiamo chiesto che sensazioni abbia provato percorrendo, ancora una volta, i corridoi in cui camminava qualche anno prima come studentessa. Ricorda che l’atmosfera che si respirava a scuola era molto diversa da quella odierna e, anche a costo di definirsi “antica”, denuncia l’abuso della tecnologia da parte degli studenti di oggi. Ritiene tuttavia che il liceo sia notevolmente migliorato, in particolare riguardo all’offerta delle molteplici attività pomeridiane extracurriculari.

Antonella coltiva da sempre la passione per la scrittura, migliorando la sua abilità giorno dopo giorno. Racconta di aver tenuto le sue storie a lungo per sé perché, a suo dire, «ci vuole coraggio per scrivere un libro e anche tanta umiltà». Dopo aver terminato l’università, ha cominciato a lavorare per un piccolo giornale locale, e, al contempo, ha partecipato ad alcuni concorsi letterari: uno di essi le ha cambiato la vita. «Nel 2004 – dice – vinsi quello più importante, a Roma. Era un concorso per racconti comici, di quelli che strappano un sorriso senza utilizzare parolacce o espressioni volgari. Allora ebbi dei consigli preziosi dal presidente di giuria, Piero Angela, che mi disse di non abbandonare quella passione, quello stile “graffiante” che tanto gli era piaciuto».

Poco tempo dopo, l’autrice, spinta dal “virus dell’amore materno”, comincia a donare a sua figlia una favola ad ogni compleanno, anche per dare valore alle piccole grandi cose cui la società moderna sembra indifferente. Parlando di sua figlia dice: «Volevo che, in mezzo a quell’oceano di  Barbie, avesse anche un regalo fatto col cuore, qualcosa che le parlasse di me. Sarebbe stato più facile andare in un negozio a comprarle l’ennesimo gioco».

Uno scatto della presentazione del libro
Uno scatto della presentazione del libro

Nessuno avrebbe immaginato che undici anni dopo Antonella si sarebbe ritrovata a presentare il suo primo libro, intitolato Laura e la fata Zeffirina e composto proprio da quelle storie così a lungo tenute nel cassetto: una raccolta di otto favole, che parlano tra le righe – come appunto le favole sanno fare – di numerose virtù e buoni sentimenti come l’amicizia, la sincerità, il rispetto per la diversità e altro ancora. Gli animali, come da tradizione, sono i protagonisti di queste favole, personaggi «curiosi e simpatici» che trasmettono al meglio gli insegnamenti di cui il libro si fa portavoce. Un libro di quelli in cui una storia tira l’altra, e che è molto leggero: la collega e amica dell’autrice, Paola Pellegrini, docente di lingua inglese al liceo “Jacopone da Todi”, sostiene che sia un libro particolarmente adatto ai bambini, contraddistinto da un «frasare semplice e immediato».

Il logo del progetto EricksonLIVE
Il logo del progetto EricksonLIVE

Il libro, afferma Antonella, «è nato quasi per caso», per un incontro fortuito con un lavoratore della casa editrice Erickson di Trento che, incuriosito e poi colpito dalle favole dell’autrice, ne ha suggerito la pubblicazione all’interno del progetto EricksonLIVE.

La redazione e i lettori di Sottob@nco augurano il meglio ad Antonella per la sua carriera di scrittrice, incoraggiandola a continuare a scrivere. Perché di favole, e di buona letteratura in generale, c’è sempre bisogno.

1 Commento

  1. Sono di parte, inutile negarlo, ma questo articolo mi ha veramente commosso perché tra le sue righe ho rivisto una mattina di primavera in cui, in un momento di pausa, un mio studente mi stava gironzolando intorno mentre rileggevo le bozze del libro, inondandomi di domande…Era ed è molto curioso e ricordo di aver pensato a quanto fosse importante possedere questa peculiarità. Poi l’ho incontrato di nuovo a metà dicembre, seduto sulle scale del liceo ai piedi dell’Aula Magna, lo zaino ai suoi piedi. IL primo arrivato alla presentazione del libro. Poi mi ritrovo ad essere intervistata da lui, sensazione stranissima per una ex giornalista. Infine la concretizzazione di quella chiacchierata: un pezzo che ha fatto vibrare le corde del mio cuore, facendo commuovere anche la mia bambina di dieci anni. Grazie Pietro e grazie Susi, che sai guidare così bene questi ragazzi!

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.